Arriva in Lucchini una piccola commessa e la chiusura dell’altoforno slitta di due giorni. Le assemblee che le organizzazioni sindacali hanno tenuto in fabbrica per spiegare la situazione e comunicare gli stop dei reparti, sono andate bene e sono state molto partecipate. È stato anche comunicato che in Lucchini è entrato un piccolo ordine sul treno medio piccolo, da qui lo slittamento
Livorno, 25 novembre 2008 - Arriva in Lucchini una piccola commessa e la chiusura dell’altoforno slitta di due giorni. Ieri si sono tenute le assemblee: preoccupati ma soddisfatti del comportamento dell’azienda i lavoratori. Le assemblee che le organizzazioni sindacali hanno tenuto in fabbrica per spiegare la situazione e comunicare gli stop dei reparti, sono andate bene e sono state molto partecipate. È stato anche comunicato che in Lucchini è entrato un piccolo ordine sul treno medio piccolo, da qui lo slittamento: l’altoforno chiuderà il 30 novembre.
I lavoratori pur esprimendo preoccupazione per la sitazione della crisi, hanno fatto domande sul futuro, sulle prospettive, hanno però espresso apprezzamento per l’accordo ponte che è stato sottoscritto dall’azienda con Rsu e Fim, Fiom e Uilm, accordo che “salva” tutti i contratti atipici che altrimenti sarebbero stati i primi a saltare perché non hanno la cassa integrazione. Invece questi contratti verranno rinnovati a tempo determinato per 10 mesi. Se c’è stato l’apprezzamento per l’accordo, altrettanto apprezzamento c’è stato per la volontà dell’azienda di continuare ad investire, è stato recepito come un segnale di fiducia.
"Piombino non sta muorendo — incalza Mirko Lami, Rsu Fiom Lucchini all’uscita dalle assemblee — sta passando un messaggio catastrofico, che non rispecchia la realtà. Si tratta di una crisi generalizzata, puntare su altri settori non risolve il problema. Certo che i nostri politici devono trovare le strade per fare ripartire il sistema".
Maila Papi
Il festival un po' letterario, un po' gastronomico, si svolgerà il 7, l'8 ed il 9 novembre in vari locali e strutture culturali dell'antico quartiere Venezia. Tra i protagonisti dei vari incontri in programma anche un livornese d'eccezione come Paolo Virzì