Durante il consiglio congiunto di Provincia e Comune la seduta si è trasformata a più riprese in una bagarre. Non è stato di fatto approvato niente visto che all'ora del voto i consiglieri comunali e provinciali hanno fatto mancare il numero legale. "Rispetto la protesta degli studenti - dice Giorgio Kutufà - perché la scuola è un bene essenziale e un diritto di tutti. La riforma Gelmini è stata calata dall’alto senza alcun tentativo di dibattito"
Livorno, 18 novembre 2008 - Il mondo della scuola ha fatto sentire la sua voce durante il consiglio congiunto di Provincia e Comune, in una seduta che si è trasformata a più riprese in una bagarre. Secondo gli auspici del sindaco Alessandro Cosimi doveva essere momento d’incontro tra istituzioni e cittadini per discutere e approvare proposte sui problemi della scuola. Ma non si è approvato niente perché all’ora del voto, era l’ora di pranzo, i consiglieri comunali e provinciali hanno fatto mancare il numero legale. Tra le proposte che sarebbero dovute andare all’esame del consiglio, c’è un documento delle due commissioni cultura di Provincia e Comune nel quale si condanna la riforma Gelmini si manifestano le preoccupazioni per la scuola primaria, superiore e l’università.
Documento nel quale si prende in considerazione il pericolo della soppressione delle scuole, all’isola d’Elba, che non raggiungono il numero di studenti stabilito. "Rispetto la protesta degli studenti – dice Giorgio Kutufà - perché la scuola è un bene essenziale e un diritto di tutti. La riforma Gelmini è stata calata dall’alto senza alcun tentativo di dibattito o di apertura alla partecipazione. L’avvenire del paese non si affronta con la logica ragionieristica, ma avendo come obiettivo la crescita di tutti". Hanno partecipato oltre ai consiglieri di tutte le forze politiche molti studenti, professori e sigle sindacali. "La politica è nelle piazze, solo lottando possiamo vincere" questo è il motto dei ragazzi del coordinamento studentesco livornese, l’assemblea che da anni è luogo di confronto e autonoma organizzazione per gli studenti.
"Ci siamo opposti alla riforma Moratti e alla ‘politica del cacciavite’ di Fioroni durante il governo Prodi che ha permesso che gli attuali provvedimenti che sono un completamento di ciò che era stato proposto dal precedente governo. Vogliamo una formazione che ci appartenga"- dice Agnese Barbensi del coordinamento. Non si dicono contrari ad alcuni provvedimenti della nuova riforma come il voto in condotta, il maestro unico e i voti in decimi due studenti pisani: Gabriele Lessi liceale del movimento studentesco giovani per la libertà e Luca Cuccu universitario responsabile provinciale dello stesso movimento. Dopo queste dichiarazioni la seduta ha attraversato diversi momenti di tensione, difficili da controllare anche per i presidenti dei rispettivi consigli, Enrico Bianchi e Mario Giannullo che non riuscivano a placare i fischi e il linguaggio colorito degli studenti in sala, con contestazioni anche contro i consiglieri.
"Un governo che non rispetta la scuola porta il paese nell’inciviltà" dicono i Cobas. Parlano di allarme svendita della scuola pubblica Unicobas e Snals e chiedono un tavolo di valutazione sulle ricadute della riforma sul nostro territorio. I Gilda parlano di attacco al luogo preposto per la nascita delle coscienze.Per Patrizia Villa, Cgil scuola, la politica del Governo sulla scuola è da bocciare in toto. "Questo consiglio è stato un fallimento e il suo risultato, la passerella della destra, non eravamo qui per mettere in campo ideologie politiche, ma per costruire un dialogo sulla scuola in modo apartitico" dice Rosalba Volpi capogruppo di Sinistra critica del Comune.
"Il confronto è stato impossibile per i mezzi e i toni usati dagli studenti e la rabbia espressa dai consiglieri di sinistra. Questa riforma ha come obiettivo la razionalizzazione delle risorse e combattere la visione dell’Italia che da sempre è vista come il paese del Bengodi" ribatte Bruno Tamburini capogruppo di An del Comune. Marcella Amadio invita gli studenti a occupare la Cgil-scuola "simbolo dello strapotere degli insegnenti poloticizztai" e ad unirsi al Pdl "nella lotta alle baronie nelle università". Alessandro Trotta, Rc, è furioso per la gestione della seduta che "per un concetto del tutto fuori luogo di par condicio ha permesso che la destra snaturasse il senso dell’incontro pubblico, trasformandolo in una passerella per rappresentanti politici di An e Forza Italia" e stigmatizza, soprattutto rivolto alla maggioranza, la mancanza del numero legale che "ha completato la frittata".
Lisa Finocchiaro
Il festival un po' letterario, un po' gastronomico, si svolgerà il 7, l'8 ed il 9 novembre in vari locali e strutture culturali dell'antico quartiere Venezia. Tra i protagonisti dei vari incontri in programma anche un livornese d'eccezione come Paolo Virzì