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ECONOMIA

I risparmiatori in città?
'Più cicale che formiche'

Parla il professor Franco Pardini, esperto di diritto commerciale e consulente di alcune delle più importanti imprese locali e presidente della Banca della Costa Etrusca, una delle più interessanti novità del mondo finanziario della nostra provincia

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Sportello di banca Livorno, 8 ottobre 2008 - La saggezza dei vecchi proverbi: non tutte le uova nello stesso paniere, l’avidità fa finire la farina in crusca, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Ce ne sarebbero anche altri, ma nessuno ha voglia di scherzare sulla crisi delle banche. Meglio dunque dar la parola agli esperti per capire se nella realtà livornese i nostri risparmi - modesti o sostanziosi che siano- corrono qualche rischio. Ed eventualmente quale.Ne parliamo con il professor Franco Pardini, esperto di diritto commerciale, consulente di alcune delle più importanti imprese locali e presidente della Banca della Costa Etrusca, una delle più interessanti novità del mondo finanziario della nostra provincia.
 

Professor Pardini, andiamo al sodo: quali rischi corrono oggi, in concreto, i risparmiatori livornesi?
"Risposta difficile, perché dovrebbe essere molto articolata. Diciamo che dipende molto dalle loro reazioni a breve. Specialmente chi ha depositi nelle banche che si sono più esposte con i subprime, avrebbe qualche problema se tutti si precipitassero a ritirare i propri depositi, perché potrebbero innescarsi problemi di liquidità. Ma in linea generale il sistema bancario italiano è assai più garantista di quello Usa, contempla paracadute articolati a garanzia dei depositi e alla fine ha rischi ridotti. Salvo che sugli investimenti aggressivi, dove però il rischio è contemplato a priori". Come presidente di una piccola banca livornese, che tra l’altro sta avendo molto successo, ha registrato reazioni di paura dei risparmiatori? "Sarebbe stupido negare che c’è preoccupazione. Ma su 2000 correntisti che oggi abbiamo, dall’inizio della settimana sono in media 4 o 5 al giorno che telefonano o si presentano agli sportelli per aver chiarimenti. Proprio per rassicurarli abbiamo destinato due funzionari, Elisa Lucarelli a Livorno e Simona Casini a Rosignano, per ricevere i clienti e dar loro spiegazioni e consigli".
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Che cosa chiedono i clienti che vi contattano? "Sostanzialmente di essere rassicurati sulla nostra liquidità. Che per dirla tutta è davvero sopra la media, tanto che stiamo addirittura prestando soldi ad altre banche a Livorno".
Perché voi avete liquidità mentre istituti ben più grandi sono in crisi? "Tutto è ovviamente legato alle dimensioni. La nostra è una piccola banca radicata sul territorio, che non fa investimenti speculativi, non ferma il liquido in operazioni immobiliari, ed ha scelto fin dall’inizio profili di rischio bassissimi. Da noi isubprime non sono mai entrati". Ultima domanda: per Banca Italia i depositi a Livorno calano di più degli impieghi. Che cosa vuol dire? "Vuol dire che il sistema Livorno soffre di poche iniziative. E che siamo più cicale che formiche".

Antonio Fulvi










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