Notizie Livorno
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
PRIMO PIANO - L'INTERVISTA

Il fiorettista Baldini: "E ora voglio
che mi sia restituito l'onore"

Il campione di fioretto parla dopo la decisione della Fie di sospendere le sanzioni in attesa della fine delle indagini in corso in Italia. "E' una buona notizia - dice l'azzurro - la Fie non poteva non tenere conto della situazione"

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Andrea Baldini Livorno, 5 settembre 2008 - Dopo la tempesta, un po' di quiete. Il biglietto di sola andata per l'inferno, che gli era stato recapitato pochi attimi prima del sogno olimpico, ora presenta sfumature meno amare, anche se la delusione per la mancata avventura cinese certo non è sparita del tutto. L’orgoglio si manifesta in alcune sue parole, in mattinata "gli avrebbero fatto piacere delle scuse"; più tardi ci ripensa, affermando di "non volere scuse da nessuno, ritendosi contento del risultato dell’incontro". Lo raggiungiamo proprio all'ora di pranzo, quando l'atleta azzurro è in procinto di tornare a casa, a Livorno.

 


Andrea, come stai dopo la decisione della Fie di sospendere le sanzioni?
"Beh, meglio. Possiamo dire che è una buona notizia, speravo di ottenere l’assoluzione e magari anche le scuse, ma soprattutto come ragazzo, come persona".
Come hai accolto la decisione della Federazione?
"Ci sono tanti altri interessi da parte di altre persone, non era facile, però la Fie non poteva non tenere conto della situazione, abbiamo proposto molti dati farmacologici che dovevano provare come si sono svolte le cose. Hanno attuato questa sospensione che probabilmente è un fatto più unico che raro, forse è la prima volta".
 

 

 

Nonostante questo rimane l’amarezza per aver perso Pechino."Quella ormai non me la dà più indietro nessuno, è andata. Anche se partecipassi a Londra 2012, quello di Pechino è comunque un treno che non passa più. Quello che voglio adesso è tornare a fare scherma con lo stesso nome di prima, ho l’assoluta certezza di essere innocente e voglio andare avanti". Hai visto le Olimpiadi in tv?
"Devo ammettere che non sono riuscito a fare meno di guardare la mia gara, il resto non l’ho proprio visto, ma quella...".
 

 

Ti sei sentito addosso l’etichetta di ‘dopato’?
"In tanti casi l’opinione pubblica parte da un’idea molto diversa, però devo essere sincero, molte persone hanno creduto in me, in tanti si sono schierati dalla mia parte e rispetto al primo giorno le cose poi sono cambiate".
Anche la Federazione non ti ha mai abbandonato.
"No, e tutti questi fattori sono stati importanti. Diciamo che tutti sanno che sono innocente, questo credo che lo sappiano anche in Fie, però non hanno ancora i mezzi per assolvermi. Hanno rimandato tutto alla magistratura per la denuncia presentata ‘contro ignoti’ alla Procura di Livorno".
 

 

Cosa prova un ragazzo di appena 22 anni a perdere un’Olimpiade?
"Agli inizi la sensazione era quella di perdere un sogno conquistato dopo 17 anni di meriti e sacrifici. Avevo ottime possibilità di fare bene e arrivare in fondo, invece, tutto ciò veniva infranto".
Hai pensato seriamente di smettere?
"All’inizio sì, l’ho pensato. Non te ne fai una ragione, sei deluso. Poi ho smesso di pensare alle Olimpiadi e ho cominciato a pensare a me stesso e a cercare di farmi rivalutare dal punto di vista personale. Mi sono concentrato su questo". La tua famiglia ti è stata vicino.
"Sì, babbo da un mese sta organizzando tutte le cose, ed è anche per questo che non ho mai smesso di lottare e di crederci, e non ho alcuna intenzione di mollare".

Paolo Biagioni










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

LA FOTO DEL GIORNO

Livorno, I Licantropi

I Licantropi
in Fortezza Vecchia

Uno spettacolo fatto dai livornesi e per i livornesi di cabaret e musica. In Fortezza Vecchia sabato 20 settembre alle 21.15 va in scena 'Ridere fa bene a te…e anche agli altri'. Sul palco il comico di Zelig Claudio Marmugi e a seguire il concerto de I Licantropi