Secondo l'enologo Roberto Bruchi, direttore dell'Associazione Produttori Vitivinicoli Toscani (Aprovito), "dal punto di vista quantitativo, dovremmo essere sui numeri del 2007, una produzione cioè che potrebbe variare dai 2 milioni 500 mila ai 2 milioni 800 mila ettolitri"
Firenze, 25 agosto 2008 - A pochi giorni dall'inizio della vendemmia, si prospetta un'ottima annata 2008 per il vino toscano. Lo afferma l'enologo Roberto Bruchi, direttore dell'Associazione
Produttori Vitivinicoli Toscani (Aprovito).
"Dal punto di vista quantitativo - sostiene Bruchi - dovremmo essere sui numeri del 2007, una produzione cioè che potrebbe variare dai 2 milioni 500 mila ai 2 milioni 800 mila ettolitri. Avevamo previsto un calo insignificante, in realtà l'andamento stagionale con l'abbondante pioggia caduta anche nel giorno di Ferragosto, ha cambiato la situazione tanto che oggi possiamo pensare invece ad una leggera crescita nella quantità di uve raccolte".
"Dal punto di vista qualitativo - prosegue il direttore di Aprovito, prendendo in esame naturalmente tutto il quadro vitivinicolo della Regione Toscana - ci sono tutte le caratteristiche per ottenere un'ottima annata. Mai come quest'anno la situazione dipenderà dall'andamento stagionale da qui all'inizio della vendemmia: perchè l'estate è arrivata tardi e la primavera piovosa me umida ha ritardato le prime fasi fenologiche della vite, mi riferisco alla fioritura e all'allegagione. Questo ha determinato anche qualche problema sul piano degli agenti patogeni, che in qualche caso si sono sviluppati con maggiore frequenza rispetto agli anni passati ma per fortuna senza
grossi danni".
"Rispetto agli ultimi cinque anni avremo un ritardo di dieci giorni sulla vendemmia nella costa e a sud della regione, nella altre zone della Toscana potremmo arrivare anche a due settimane - spiega l'enologo - mi riferisco in particolare al Sangiovese che è il vitigno più importante in Toscana ma anche ad altri, sia di bacca bianca che rossa. Fondamentale dunque sarà l'andamento stagionale da qui all'inizio della vendemmia (per il Sangiovese si parla dell'ultima decade di settembre) ma la buona notizia - conclude Bruchi - è che le riserve idriche ci sono, sono arrivate al momento giusto e anche la pioggia di Ferragosto è stata molto importante".
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