Marito e moglie sono accusati dalla Procura di aver avuto un ruolo determinante nell'associazione che gestiva truffe attraverso l'uso di carte di credito clonate. Fondamentale in questo girone di carte e ruoli vari, il rapporto con l’estero: si citano più volte l’Inghilterra e Dubai per i codici clonati, ma anche la Grecia. Emerge la ricerca di interpreti linguistici in grado di gestire i tanti rapporti
Livorno, 14 luglio 2008 - La coppia sarà sentita presto. Prestissimo. Alle 8,15 di oggi, in Tribunale arriverà Sabrina Marinari, 44 anni, livornese, moglie di Giovanni Morabito, 39 anni, originario di Reggio Calabria che, invece, sarà sentito nel carcere delle Sughere alle 9,30, dove è stato trasferito all’alba di venerdì. Marito e moglie sono accusati dalla Procura di aver avuto un ruolo determinante nell’associazione che gestiva truffe attraverso l’uso di carte di credito clonate. Le cosiddette 'plastic', la parola chiave di questa indagine nella quale i protagonisti si avvalgono spesso di linguaggio codificato. Marinari, agli arresti domiciliari, e Morabito stamani non risponderanno alle domande del giudice.
E’ la scelta del loro avvocato Claudio Stolfi in questa fase della vicenda giudiziaria. Sarà invece "un fiume in piena" Mario Maggiolo, 52 anni, il penalista livornese che, secondo l’autorità giudiziaria, avrebbe svolto un ruolo importante. Il suo difensore, Giuseppe Conti, sottolinea che "il mio cliente chiarirà ogni aspetto, ribattendo punto dopo ponto l’accusa e che è estraneo alle accuse che gli vengono contestate". Nelle prime ore di venerdì l’operazione 'Plastic', iniziata a marzo 2007 quando un imprenditore livornese ha presentato denuncia ai carabinieri per un tentativo di estorsione organizzato, secondo gli investigatori da Giovanni Morabito e Sabrina Marinari, ha portato all’arresto oltre che di quest’ultimi anche di altre persone.
Nove custodie cautelari e 16 indagati a piede libero. In manette anche Giuliano Farnesi, 60enne originario della Provincia di Lucca, ma residente a Londra, Pietro Favasuli, 44 anni, di Reggio Calabria, Michel Mansour Azzam 64 anni arrestato ad Atene, Vincenzo Manno, 62 anni, originario di Parlermo residente in città. Ai domiciliari oltre a Marinari e Maggiolo, Donato Filippi, 50 anni, livornese e Samir Fawaz, detto Sammy, libanese 48enne, che sarebbe uno dei personaggi chiave dell’indagine, il fornitore materiale e sistematico (si parla di ogni 15 giorni) delle carte di credito clonate: alcune nella pratica non funzionavano e dovevano essere sostituite. Carte 'magiche' attese con ansia dall’organizzazione.
Carte che il 7 agosto del 2007 vengono intercettate dagli investigatori che acquisiscono alle poste centrali labroniche una busta proveniente dall’Inghilterra: dentro ci sono sei carte di credito falsificate, intestate ad un unico personaggio di fantasia. Nelle conversazioni telefoniche intercettate, emerge la preoccupazione per il mancato arrivo del plico di cui si tenta di capire la fine. Nello stesso periodo entra in scena un personaggio 'Marco M.' 'assunto' per curare la parte finanziaria di un progetto per allargare sempre più i confini e, con essi, i guadagni, del presunto sodalizio. Marco M. viene rintracciato grazie a monsignor Fabio Fabbri, 66 anni, diplomatico del Vaticano, e amico del Maggiolo, ma ancora incardinato all’arcidiocesi di Siena dove è parroco di una piccola parrocchia. I carabinieri hanno perquisito la sua casa, anche se ritengono che la sua posizione sia marginale.
Fondamentale in questo girone di carte e ruoli vari, il rapporto con l’estero: si citano più volte l’Inghilterra e Dubai per i codici clonati, ma anche la Grecia. Ed emerge, dunque, la ricerca di interpreti linguistici in grado di gestire i tanti rapporti. L’organizzazione ritiene anche di avere a disposizione una rosa di 'contatti' in gioielleria, autosaloni, grossi magazzini e tutto.
Maria Nudi e Antonia Casini
Il viaggio pittorico tra '800 e '900 a Castiglioncello è formato da oltre 70 opere. L'esposizione sarà aperta fino al 2 novembre ed è possibile visitarla al Castello Pasquini. La mostra è documentata attraverso una selezione di opere dei macchiaioli, tra cui la tavoletta 'Lega che dipinge sugli scogli', non più esposta da vent'anni