Una donna incinta è stata colpita da emorragia. Versioni contrastanti, da una parte un marito, lacerato dal dolore e preoccupato per la moglie che è stata operata perdendo il piccolo, dall’altra l’azienda Usl 6 che risponde punto dopo punto alla segnalazione e che parla per la coppia di "timore di qualche disservizio, senza che nulla facesse pensare a mancanze di attenzione da parte dei nostri operatori"
Livorno, 8 luglio 2008 - Le versioni sono davvero contrastanti. Da una parte un marito, lacerato dal dolore per la perdita del suo figlio e preoccupato per la moglie che è stata operata perdendo il piccolo e che racconta un episodio di malasanità; dall’altra l’azienda Usl 6 che risponde punto dopo punto alla segnalazione e che parla per la coppia di "timore di qualche disservizio, senza che nulla facesse pensare a mancanze di attenzione da parte dei nostri operatori (che per altro erano in pieno organico con 4 medici, 5 infermieri e 2 Oss)".
Breve la premessa: la famiglia è in vacanza a Vada. La signora è incinta di poche settimane. L’episodio risale a sabato mattina. Il racconto dell’uomo: "Verso le 12 mia moglie si sente male con forti dolori sotto l’addome. Alle 13 chiamo il 118, viene l’ambulanza e la portano all’ospedale di Cecina: non si muove dai dolori. Viene portata in accettazione e viene tenuta lì su un lettino con dolori fortissimi per ben 50 minuti senza nemmeno misurarle la pressione. Dopo 50 minuti la sento urlare come una pazza, entro in accettazione, la trovo mentre sta gridando agli infermieri che non ne poteva più, dice loro che potrebbe essere un aborto spontaneo o una gravidanza extrauterina, le viene risposto dalle infermiere in servizio di stare tranquilla e di non urlare.
A questo punto lei afferma di voler andare via e un’infermiera afferma: ‘La gravida mandiamola pure via’. Esco dall’ospedale e corro a Firenze a Careggi. Appena arrivati, i medici si rendono subito conto della gravità della situazione, mia moglie aveva una emorragia interna dovuta a una gravidanza extrauterina, con sangue sparso per tutto l’addome, viene operata subito d’urgenza: perde il bambino e devono asportarle una tuba danneggiata. Al momento non risultano denunce.
La risposta dell’Asl. "La chiamata al 118 da parte del marito è giunta alle 13.32 e non alle 13. L’ambulanza è giunta a Vada alle 13,45 ed è arrivata al pronto soccorso di Cecina alle 14,05. La signora è stata classificata alle 14,13 dal nostro triade con un 'codice giallo' (e cioè pazienti da visitare entro 30 minuti). Alle ore 14,30 ha lasciato volontariamente il pronto soccorso. Tutti i codici gialli della giornata hanno avuto un tempo di attesa inferiore ai 30 minuti previsti. La signora, se avesse aspettato poco tempo, sarebbe stata visitata. Peraltro corre l’obbligo di rilevare che il marito della signora, trasportandola da Cecina a Careggi, ha messo seriamente a repentaglio la salute della moglie".
Poi 'un’ultima considerazione' della Asl che dichiara: "Ogni anno nascono a Cecina circa 800 bambini di cui molti fuori provenienti da “fuori zona”: ciò sta a significare come anche i medici hanno un occhio ben “allenato” a individuare i giusti tempi per le attese delle donne in gravidanza".
an.cas.
Lunedì 30 giugno alle 21.30 nella splendida cornice della Fortezza Vecchia torna lo spettacolo della Fondazione Teatro Goldoni con l'incontenibile estrosità di Paolo Ruffini. Lo showman livornese riaprirà il suo particolarissimo 'tinello' all'insegna della dialettica, cordialità e freschezza, con la partecipazione di vari personaggi