Problemi di chirurgia all'ospedale di Piombino. Tempi troppo lunghi, per un'operazione si può attendere anche otto mesi. Il consigliere comunale Batistoni: "In sostanza è sempre un problema di risorse, è un problema di priorità nelle scelte"
Livorno, 10 giugno 2008 - Lunghe liste d’attesa chirurgiche. All’ospedale di Villamarina i tempi per un’operazione vanno dai due agli otto mesi. Ecco i perché spiegati dal consigliere comunale della Lista civica per la tua città Roberto Batistoni. "Si va dai sei mesi per una protesi di anca o di ginocchio, otto mesi per un intervento di chirurgia del piede, sei-otto mesi per un’artroscopia chirurgica, 2-3 mesi per un intervento di chirurgia della mano, 2-3 mesi per un intervento di cataratta.
Questi sono i tempi necessari per soddisfare queste richieste, ma quali sono i motivi veri? – spiega il consigliere Batistoni - nel nostro ospedale ci sono 5+1 sale operatorie moderne ed efficienti ma solo 3 lavorano in contemporanea e quindi quando opera la chirurgia, l’ortopedia e l’oculistica, non può operare la ginecologia-ostetricia, l’urologia e l’otorinolaringoiatria che operano il giorno seguente. In sostanza le specialistiche che hanno interventi programmabili in agenda non possono operare tutti i giorni e quindi i tempi di attesa si dilatano".
Ma perché non si possono utilizzare in contemporanea tutte le sale a disposizione? "Per il motivo di sempre: la mancanza di personale necessario (infermieri ed anestesisti) per l’apertura delle altre sale o di almeno 1 o 2 in più. In sostanza è sempre un problema di risorse – continua Batistoni - è un problema di priorità nelle scelte.
Ma mi chiedo se l’aumento dell’efficienza e dell’efficacia delle sale operatorie in un ospedale è ritenuto un buon investimento in un’Azienda che produce salute.
E di cose che non vanno ce ne sono: il laboratorio analisi, il Centro trasfusionale, l’ortopedia, la fisioterapia etc, credo che la stragrande maggioranza di questi problemi ormai siano noti, ma credo purtroppo che in questi ultimi due anni le aspettative di molti operatori, che confidavano sinceramente che la nomina di un addetto ai lavori potesse rappresentare una svolta nei rapporti con gli operatori – conclude Batistoni - potesse determinare una maggiore attenzione alle necessità di coloro che nel nostro comprensorio hanno bisogno di cure, una maggiore attenzione alla salute dei cittadini di Piombino, della Val di Cornia e dell’Isola d’Elba, una maggiore attenzione verso un territorio così peculiarmente distribuito, così geograficamente distante ed equidistante da due poli sanitari. Queste aspettative purtroppo sono andate deluse.
Maila Papi
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