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ALLARME

Emergenza rifiuti speciali
Cna e Industriali sul piede di guerra

In provincia di Livorno non ci sono impianti sufficienti al trattamento e smaltimento dei rifiuti speciali. Si rischia l'emergenza. Cna e Industriali fanno sentire la loro voce. Il direttore del Cna Baldi "Dobbiamo costruire un termovalorizzatore nell’area industriale perché se non ci pensiamo ora possiamo fare la fine della Campania"

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industriali Livorno, 29 maggio 2008 -In provincia di Livorno non ci sono impianti sufficienti al trattamento e smaltimento dei rifiuti speciali. A dirlo sono Gino Baldi direttore provinciale della Cna e Umberto Paoletti (nella foto), direttore dell’Associazione Industriali, durante l’incontro con i presidenti delle due organizzazioni, il presidente della Provincia ed i sindaci di Livorno, Piombino, Rosignano e Portoferraio.

 

"Il tavolo tecnico insediato all’inizio dell’anno - dice Baldi - doveva verificare la situazione dei rifiuti speciali, ma è tutto fermo perché le amministrazioni pensano soltanto agli urbani. Gli impianti provinciali non sono sufficienti a dare risposte alle imprese, non basta più la terza linea del termovalorizzatore, bisogna andare oltre". Il problema sarà al centro dell’incontro che si terrà domani a Firenze, tra l’assessore regionale Annarita Bramerini e gli amministratori delle quattro province dell’area vasta.

 

"La regione sta preparando una convenzione con la Provincia di Pisa – annuncia Baldi – per mandare nel Comune di Peccioli 240mila tonnellate dei rifiuti e non va bene perché la decisione non rientra nelle strategie dell’Ato costiero". Da qui la necessità di realizzare nuovi impianti con soldi pubblici e privati: "Dobbiamo costruire un termovalorizzatore nell’area industriale – continua il direttore Cna – perché se non ci pensiamo ora possiamo fare la fine della Campania".

 

Al grido d’allarme della Cna si unisce Umberto Paoletti direttore Associazione Industriali, che ricorda come molte imprese livornesi - che già sono state più volte in emergenza - siano costrette a portare i rifiuti speciali oltre i confini provinciali, con costi elevati. "Nella pianificazione regionale ed in quella provinciale ci sono pochi riferimenti al trattamento degli speciali – dice Paoletti -. Il nuovo maxi Ato pone la nostra provincia in difficoltà, perché dobbiamo farci carico dei rifiuti provenienti da altri territori".

 

Per questo le associazioni chiedono un irrobustimento delle aziende livornesi. "Un problema sul quale si abbatte un’imposizione della Regione – rincara Paoletti - per lo smaltimento dei rifiuti di territori esterni all’Ato costiero. Questo causa ritardi nell’adozione del piano industriale e rilancia la necessità di un nuovo impianto a Livorno. La terza linea del termovalorizzatore deve rispondere seppure parzialmente al problema degli speciali".

Michela Berti










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