Amianto, primato choc
350 malati in undici anni
Nasce il Comitato di lotta per la difesa delle vittime: "Si fa poco per affrontare l'emergenza". Chiesta task force

La Spezia, 28 aprile 2010 - Oggi si celebra "La giornata mondiale in memoria delle vittime dell’amianto". Alla Spezia, città che ha pagato e continua a pagare uno dei tributi più alti a livello mondiale, nessuna iniziativa istituzionale per ricordare quella che è una vera e propria emergenza legata alle pregresse (ma anche attuali...) esposizioni alle fibre del killer silenzioso (messo al bando dalla legge nel 1992) nei vecchi cantieri di demolizioni navali, negli stabilimenti dove venivano costruite le navi di vecchia generazione, sulle navi stesse.
Nel silenzio generale spicca l’acuto del nascente "Comitato di lotta per la difesa delle famiglie vittime dell’amianto", di cui sono promotori Pietro Serarcangeli, ex sottufficiale di Marina, e Federica Barbieri, figlia di un operaio spezzino dipendente dei Cantieri navali Apuania di Carrara, morto per mesiotelioma pleurico.
"Vogliamo rilanciare - spiegano - la mobilitazione attorno al tema della tutela delle vittime e dei loro familiari. Tra i primi atti, quello di costituirci parte offesa in tutti i processi tesi ad ottenere i risarcimenti".
Ma quali sono i numeri che certificano il primato? Vana la ricerca, ieri mattina, sul fronte dell’Inail: assenti i dirigenti per un convegno, i sottoposti hanno fatto muro. Il dato sensibile più aggiornato viene dal Registro degli esposti, gestito dalla Regione Liguria: dal 1996 al 2006 sono stati 298 gli uomini e 44 le donne ammalatisi di mesiotelioma pleurico. Un rapporto di 11 a 1 con Imperia, dove il dato minimo viene preso come riferimento, all’interno della regione che è prima in Italia (pesa il caso-Spezia) per le patologie correlate all’amianto.
Da lì in avanti un’ulteriore crescita, con un aumento da 14 a 16 casi, su 100mila abitanti, negli ultimi 4 anni; ciò secondo i dati riferiti dall’assessore all’ambiente Laura Ruocco in risposta ad un’interpellanza del consigliere comunale Giulio Guerri che della lotta all’amianto fa uno dei suoi cavallo di battaglia. In quella sede Ruocco ha annunciato un pressing, insieme al collega assessore alla sanità Omero Belloni, sulla Regione Liguria per chiedere fondi per le bonifiche e per migliorare i servizi di assistenza agli ammalati.
"Ancora poco" dice Serarcangeli, che, nel documento redatto ’celebrare’ la giornata, evidenzia le ferite aperte: discarica di Pitelli, stoccaggi di scarti di lavorazione a base di fanghi all’amianto nel parco fluviale del Magra, sito della Escavazioni viti al Senato. "Su quest’ultimo fronte - rivela Barbara Fidanza, la battagliera esponente della sezione spezzina dell’Associazione Italiana Esposti Amianto - dovrebbe sorgere un parco giochi, naturalmente previa bonifica...".
Serarcangeli allarga l’orizzonte delle criticità all’ambiente militare: "In barba alla legge 257, la Marina militare fa ancora navigare navi pregne di amianto. Ho prove documentali in mio possesso che non possono essere smentite. Proprio in questo periodo in Arsenale si sta bonificando il naviglio minore... ma non siamo nel 2010?".
Il problema, come sempre, è quello delle risorse. Le bonifiche costano e la cassa è vuota.
La ristrettezze finanziarie si riflettono anche sui risarcimenti agli esposti, dove ci sono figli e figliastri: previsti in via diretta per il personale civile dei cantieri, di fatto negati al personale militare, che pur ha convissuto con l’amianto alla stessa stregua di chi ha costruito le navi. Fa storia, intanto, la sentenza di due giorni fa del tribunale di Palermo che ha condannato i responsabili del locale stabilimento Fincantieri per la morte di 37 operai a causa dell’esposizione all’amianto.
Corrado Ricci


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