La crisi e la paura fermano il mercato del mattone

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La Spezia, panoramica della città (foto frascatore)

La Spezia, 20 agosto 2011 - "PRATICAMENTE cristallizzato": bastano due semplici parole, pronunciate da chi lavora nel settore, per definire l’andamento del mercato immobiliare nello Spezzino. Nella città che prova a cambiare il suo volto con le grandi opere, dal Porto Mirabello al mega centro commerciale “Le Terrazze”, fino al Waterfront di futura realizzazione, il mattone continua ad essere il bene rifugio per eccellenza, ma non riesce a sottrarsi all’asfittico andamento dell’economia.

 

Pessimismo, crisi, perdita del potere di acquisto degli stipendi, difficoltà nell’ottenere i mutui sono i fattori negativi che più gravano sulla situazione, ma è davvero tutto così negativo? I dati diffusi dall’Ufficio Studi Gabetti relativamente alla nostra città parlano di una flessione del 6% delle quotazioni degli immobili nel primo semestre del 2011, con un allungamento dei tempi medi di vendita fino a sette mesi. I finanziamenti erogati dalle banche sono nell’ordine dei 120mila euro e cresce lo sconto medio sul prezzo iniziale, che può arrivare fino al 12.5%. Quest’ultima la buona notizia, ma andando a fotografare la situazione, il cammino verso l’acquisto della casa può rivelarsi davvero lungo e tortuoso.

 

«In questo momento le operazioni sono ferme — osserva Renato Oldoini, presidente di Confedilizia La Spezia — : si continua a vendere, ma lentamente, e si è registrata una leggera flessione rispetto al 2010. Pesa particolarmente l’allungamento dei tempi delle trattative, che dipende dalla maggior difficoltà, per l’acquirente, di trovare il denaro necessario. Fino a poco tempo fa, gli istituti bancari finanziavano anche il 100% della spesa, mentre ora non si va oltre il 60. Non è un caso che quando chi compra dispone già dei soldi, servono solo due mesi per concludere, mentre se ci si mette di mezzo il finanziamento, i tempi si dilatano fino a sette mesi".

 

Una situazione confermata anche da Gianni Balducci, titolare dell’agenzia immobiliare “Il Corso”: "Con questa difficoltà nell’ottenere credito – sottolinea - la gente ha paura e prevale il pessimismo: tutti percepiscono la situazione più difficile di quella reale, anche se non è certo rosea. Le banche concedono sempre meno, e a questo si è aggiunto il passaggio del principale istituto di credito cittadino ad un gruppo più grande, e c’è chi preferisce attendere la fine dell’acquisizione temendo difficoltà tecnico-burocratiche". Il benessere degli spumeggianti anni ’80 è ormai un ricordo sfocato: a regnare, nel 2011 della crisi, è un clima di segno opposto; lo racconta Matteo Montanari, presidente Provinciale Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionisti, ndr): "Non squillano più i telefoni delle agenzie: la voglia di comprare c’è, ma l’incertezza generale mina la volontà del cliente, e le ragioni non sono comunque immaginarie: dal minor potere di acquisto degli stipendi ai mutui concessi con difficoltà, molte categorie fanno i salti mortali, in particolare i giovani e il ceto medio".

 

Una delle conseguenze più visibili di questo quadro è il ridimensionamento delle aspettative: "Tira maggiormente il mercato dai 50 ai 70 metri quadrati", fa sapere Oldoini, e difficilmente si realizzano operazioni con cifre esorbitanti: "Siamo in una fase di stagnazione — rimarca Balducci — e la quasi totalità delle richieste è inferiore ai duecentomila euro". Il “freno tirato” è ciò che connota maggiormente il trend spezzino relativamente alle prime abitazioni, che vengono acquistate generalmente da chi possiede già un immobile e vuol cambiare casa o, in alternativa, da giovani aiutati da nonni e genitori. Hanno mercato a sé, invece, le seconde case, che le agenzie del propongono a clienti facoltosi provenienti perlopiù dal Nord Italia, offrendo prodotti vicini al mare del Golfo, ma meno costosi dei salatissimi appartamenti delle più famose località marine. Sostanzialmente stabile, infine, il mercato delle locazioni leggermente incrementato da studenti universitari e lavoratori fuori sede - in cui vince il modello dell’affitto concordato, che secondo Oldoini sarà “la carta vincente del futuro”.

Chiara Tenca

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