La barca-alcova del Duce
tra le ‘vecchie’ in raduno
Una perla navale storica al raduno ‘Sulla Rotta di Imperia’ che si tiene alle Grazie
La Spezia, 3 settembre 2010 - Un tuffo nella storia dello yachting, a tu per tu con le signore del mare, che si faranno ammirare in banchina e in mezzo al mare, confrontandosi in avvincenti sfide veliche. E’ quello che accadrà a partire da oggi, fino all’8 settembre, nel Golfo dei Poeti, cuore nella baia delle Grazie, nel suo storico presidio produttivo dove viene coltivata l’arte delle costruzioni navali in legno: il cantiere navale Valdettaro.
Sono 42 gli yacht d’epoca e 15 le barche armate vela latina iscritti al raduno ‘Sulla Rotta di Imperia’, un nome che è un programma. Sì, perché il meeting nautico spezzino fa da trampolino verso la città dell’estremo ponente ligure per l’altro raduno amarcord che richiamerà, la prossima settimana, le imbarcazioni dalla vicina Francia. In vetrina velieri di tutte le taglie: dal brigantino della solidarietà Nave Italia di 70 metri (con suoi speciali ospiti diversamente abili) al gozzetto Petussa di 3 metri.
In mezzo 'pezzi' di rara bellezza, dagli ottoni luccicanti e dai legni tirati a specchio, con un ritorno in società che fa notizia: quello di Konigin II, lo yacht-alcova di Benito Mussolini, usato per gli incontri amorosi in alto mare con Claretta Petacci (nella foto). All’epoca si chiamava Fiamma Nera. E con quel nome, dopo la guerra, era finito nel mirino degli americani come preda bellica. Venne affondato a Rapallo per evitarne la partenza oltre oceano. Lì fu acquistato dal conte Sereni che, per tagliare i ponti col passato ingombrante, lo chiamò... Serenella. Con questo nome dal 1948 al 1956 fu di casa alle Grazie. E qui ora è tornato, oltre 60 anni dopo, fresco del restauro diretto dall’architetto Massimo Paperini. Un gioiello.
Corrado Ricci

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