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La Spezia capitale
dei mecenati

Una famiglia arricchisce il museo diocesano con la donazione di tre opere d'arte

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Venere Botticelli
Venere Botticelli

La Spezia, 26 gennaio 2010 - Il mecenatismo fa scuola nel Golfo dei Poeti. Dopo Amedeo Lia, l’ingegnere che ha messo a disposizione la preziosa collezione oggi esposta al pubblico nell’omonimo museo definito dal critico Federico Zeri «il piccolo Louvre ligure», dopo Euro Capellini, fondatore del Museo del Sigillo, e Ferruccio Battolini che ha contribuito ad arricchire il Centro d’arte moderna e contemporanea, ecco una nuova donazione artistica alle istituzioni culturali della città.
 

 

Una famiglia spezzina che ha chiesto di mantenere l’anonimato ha manifestato infatti al sindaco Massimo Federici l’intenzione di mettere a disposizione della cittadinanza alcune opere di sua proprietà. Si tratta di un grande San Giuseppe, olio su tela riconducibile alla prima metà del XIX secolo e due ex voto: Uscita dalla chiesa di una processione e Gruppo di fedeli imploranti la Beata Vergine Maria, datati rispettivamente 1769 e 1792 e invocanti la pioggia a causa di un periodo di grave siccità.
 

 

Il San Giuseppe si distingue per il valore plastico dei panneggi ed il rigore pittorico esecutivo, opera riferibile al romanticismo purista italiano, fiorito in modo particolare in seno all’accademia fiorentina e senese di primo Ottocento. E’ il secondo dipinto con tema iconografico del patrono della Spezia insieme alla magnifica tavola che si trova nel Museo Lia. Considerato il soggetto religioso delle tre opere, la famiglia proprietaria, in accordo con la direzione dell’Istituzione per i servizi culturali del Comune,ha individuato come sede più appropriata per l’esposizione il Museo Diocesano, dove le opere verranno esposte per i prossimi tre anni e valorizzate, già in occasione della prossima festa di San Giuseppe, al quale è dedicata l’opera più significativa.
 

 

Il gesto dell’anonima famiglia rivela la particolarità e anche la profondità del legame che si è creato fra la comunità spezzina e le istituzioni museali. Cittadini che, in questo caso, dimostrano anche col riserbo la loro scelta civica sincera e altruista. La punta di diamante resta ovviamente il Museo Amedeo Lia, diretto da Andrea Marmori. Custodisce quadri di Tiziano, del Tintoretto, di Simone Martini, di Pietro Lorenzetti. In tredici sale propone un viaggio unico nella storia dell’arte: la collezione è rappresentata dai dipinti della pittura italiana dal Duecento al Settecento e da una sezione di miniature che accoglie frammenti e pagine di autori italiani e stranieri. Il museo contiene inoltre importanti sculture e oggetti d’arte.

Massimo Benedetti

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