I residenti in trappola sono ormai all’esasperazione e si sentono dimenticati dall’amministrazione comunale
La Spezia, 20 febbraio 2012 - Da più di un anno il quartiere a monte di via Marconi è isolato per colpa di una frana. Una decina di famiglie è costretta a subire i disagi causati dall’interruzione del collegamento con la via Buonviaggio, posto nella zona della chiesa. I residenti in trappola sono ormai all’esasperazione e si sentono dimenticati dall’amministrazione comunale. Alcuni di loro sono stati costretti perfino ad affittare un appartamento in città. Troppo pesante il fardello da sopportare: non arrivano più i bus, si è interrotto il servizio raccolta rifiuti, il collegamenti con la città è assicurato da un giro tortuoso attraverso i colli e chi più ne ha più ne metta.
«Quello che ci fa rabbia — sbotta Marco Ricco, uno degli abitanti di via Marconi «sfollato» a Mazzetta — è la scarsa attenzione verso i nostri problemi. Abbiamo formato un comitato, abbiamo incontrato gli amministratori, abbiamo sollecitato l’intervento ma a distanza di un anno non è cambiato niente». Ricco e gli altri cittadini, passato così tanto tempo, non credono ai motivi del ritardo forniti dal Comune: quelli di «una frana in movimento e del pericolo di caduta massi».
«Non riusciamo a capire — rincara la dose Ricco — come mai a cinquanta metri di distanza in linea d’aria, vale a dire nella zona di Montalbano, la grossa frana è stata sistemata, nonostante fosse a monte rispetto a quella di Isola. E’ come sistemare il tetto di una casa quando le fondamenta traballano. Nel primo caso il Comune ha trovato fior di milioni per mettere a posto il versante, nel secondo il ripristino del versante sta diventando una storia infinita. Ci sentiamo cittadini di serie Z».
Quattro blocchi di new jersey, nel tratto ripulito dai detriti, bloccano la circolazione di via Marconi. Il percorso più breve per raggiungere la città, attraverso i colli, sbuca in piazza Verdi. E’ una vera odissea per chi deve andare a lavorare e a scuola con il rischio ghiaccio nei periodi più freddi.
Per non parlare dei tempi lunghissimi per le eventuali emergenze. E ancora. Il primo cassonetto della spazzatura è distante più di 5 chilometri. L’ospedale del Felettino prima si raggiungeva i cinque minuti ora ci vuole più di mezz’ora. In una situazione del genere, qualcuno «azzarda» anche il passaggio a piedi superando la barriera di new jersey: tre chilometri e sei sulla via Buonviaggio. Ma non può andare avanti così. Gli anziani sono le persone che soffrono più di tutte il disagio dell’isolamento.
«C’è uno sfondo sociale — è sempre Ricco — da salvaguardare, una situazione giunta ormai al limite della sopportazione. Capiamo anche le carenze finanziarie che rendono la vita difficile alle amministrazioni. Ma, nel nostro caso, è passato troppo tempo. Il Comune non può tenerci ancora isolati. Come è stato posto rimedio al fronte di frana superiore, deve essere sistemato quello di via Marconi. Abbiamo visto durante l’alluvioni opere di contenimento realizzate in pochi giorni».
Manrico Parma