Nell'anniversario del protocollo di Kioto una quarantina di ecologisti hanno riproposto le questioni della centrale di Vallegrande
La Spezia, 18 febbraio 2012 - Allegra, colorata, ficcante. Anche se tutt’altro che oceanica. La manifestazione ambientalista promossa ieri nell’anniversario del Protocollo di Kioto, il trattanto internazionale per combattere i cambiamenti climatici, ha visto la partecipazione di una quarantina di ecologisti. Quelli che hanno risposto all’appello a scendere in piazza lanciato dall’Associazione Medici per l’Ambiente-Isde, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Wwf, Comitato SpeziaViaDalCarbone (nell’ordine riportato dal volantino diffuso).
La manifestazione si è risolta in una requisitoria contro Enel e Comune; la prima è accusata - con il carbone movimentato e con la combustione da esso derivata - di minare la salute degli spezzini, per non parlare dell’anidride solforosa che, combinandosi con il vapore acqueo, prova le piogge acide; l’ente locale è imputato di essere troppo morbido con l’Enel, a cominciare dalla gestione della procedura sulla cosidetta «Autorizzazione ambientale integrata».
Tirava una brutta aria, ma l’assessore all’ambiente Laura Ruocco ha scesa dal palazzo civico per «unirsi» al presidio. «Il protocollo di Kyoto è la nostra stella polare. Condividiamo gli stessi obiettivi strategici...». Qualcuno ha vissuto l’affermazione come una provocazione. Ed è partito il fuoco di fila della domande. Ad esempio: perchè allora non lavorare davvero alla dismissione della centrale e, ancor prima, a pretendere la messa al bando del carbone, sfruttando la stessa Aia. «Questione di step. Ora con l’Aia il campo di azione, per la natura stessa della procedura, è ristretto all’obiettivo di abbattere le emissioni inquinanti allo stato dell’impianto. Sono già rispettose delle norme europeo. Ma vogliamo di più».
E col carbone? «Il Comune si impegna a portare in sede nazionale il tema dell’uscita dai combustibili fossili, causa delle emissioni climalteranti, a partire da quelle città che vedono la presenza di centrali in zone fortemente urbanizzate. Sviluppo delle energie rinnovabili e efficienza energetica sono gli altri pilatri su cui riteniamo debba fondarsi una nuova politica energetica nazionale. Vogliamo aprire un confronto col ministero Clini, evidenziandogli come la città in passato ha sempre subito scelte energetiche nazionali...».ù
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