Foibe: "Non si può riscrivere la storia". Lotta alla precarietà. Protesta passa sotto il Comune e le Poste
La Spezia, 10 febbraio 2012 - SLOGAN antifascisti, alcuni in stile anni ’70, hanno accompagnato il corteo e la manifestazione che da piazza Brin ha attraversato ieri pomeriggio il centro cittadino per concludersi di fronte a palazzo civico. Erano in tutto una sessantina, la maggior parte giovani, esponenti antagonisti, arrivati anche da Pisa, da Massa e da Carrara. A scortarli decine di agenti in assetto antisommossa, con i rinforzi provenienti anche da Genova.
I MANIFESTANTI hanno voluto ribadire che «l’antifascismo deve essere una pratica quotidiana». Nessun incidente durante il corteo, tenuto sotto stretta osservazione,<WC1> se non lo scoppio di alcuni petardi e un fitto lancio di uova all’indirizzo della polizia. Non sono mancati disagi. Il traffico è andato in tilt al passaggio dei manifestanti, con gli autobus bloccati in colonna lungo corso Cavour, via di Monale e via Chiodo. Al centro della protesta, la campagna di disinformazione generalizzata portata avanti dai rappresentanti politici proprio in occasione della giornata del ricordo, che si è celebrata ieri in memoria delle vittime delle foibe. "CI OPPONIAMO ai tentativi di riscrivere la storia — hanno ribadito i manifestanti — di riabilitare i nazifascisti e nascondere i crimini di guerra italiani, sulla scorta di una lettura propagandistica dei fatti che nasconde la verità e penalizza la resistenza antifascista e la lotta di liberazione partigiana».
LA DENUNCIA era rivolta anche all’amministrazione comunale che secondo loro ha permesso l’apertura del centro sociale di estrema destra Casa Pound. Hanno appeso uno striscione sulla scalinata del Palazzo delle Poste di piazza Verdi:sopra la scritto «a precarietà uccide>». Poi si sono lanciati in cori contro le forze dell’ordine.La manifestazione, dopo aver attraversato tutto si è sciolta in piazza Europa