A firmarlo sono Fabio Cidale, segretario generale della funzione pubblica, Alessandra Guazzetti, membro della stessa segreteria, e Luca Comiti, segretario provinciale del settore sanità
La Spezia, 8 febbraio 2012 - IL PERSONALE che manca all’appello, nuovi reparti che fioriscono sulle ceneri dei finanziamenti venuti meno, liste d’attesa infinite per prestazioni che altrove sono erogate con tempi e modalità che noi spezzini possiamo limitarci a invidiare. L’atto di accusa che la Cgil rivolge ai vertici dell’Asl 5 è un quaderno di doglianze fitto fitto. A firmarlo sono Fabio Cidale, segretario generale della funzione pubblica, Alessandra Guazzetti, membro della stessa segreteria, e Luca Comiti, segretario provinciale del settore sanità. Un elenco puntuale dei mali e dei possibili rimedi che, nell’ottica sindacale che ne è presupposto, non può che prendere le mosse dalla ‘madre’ di tutti i problemi, la cronica mancanza di personale.
Il personale. Negli ultimi 5 anni, calcolano i tre sindacalisti, la Asl spezzina ha perso oltre 100 lavoratori, passando di fatto dai 1.842 dipendenti del 2007 agli attuali 1.722. Un numero che è il risultato del blocco del turn over (allo stato mancherebbero all’appello, rispetto alle esigenze del servizio, 46 infermieri), ma secondo i responsabili della Cgil anche di una gestione sconsiderata delle risorse umane, che a logiche organizzative e di programmazione ha anteposto «interessi personali, assecondando qualsiasi richiesta e favorendo questo o quell’orticello». Il risultato? In tempi di crisi l’esempio che balza agli occhi è quello di angiografia dove, a fronte di un organico di 6 unità, si va avanti da mesi a fornire prestazioni con 2-3 unità in meno, costringendo chi resta a continui ordini di servizio con turni di 12 reperibilità al mese.
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