Pubblico in... delirium per la coinvolgente e fantastica esibizione del cantautore genovese. L'ultimo brano un amarcord di Jeshael. Ha parlato di famiglia, religione e letteratura. L'equilibrio tra Rock e Rondò veneziano
La Spezia, 31 gennaio 2012 - L’ULTIMO concerto. Non in senso assoluto visto che la tournèe andrà avanti almeno fino a marzo (dopo Milano agli ‘Arcimboldi’ si sono aggiunte le date di Roma, Cesena e Varese), ma Ivano Fossati non tornerà più a cantare alla Spezia, come ha fatto tante volte durante la sua quarantennale carriera.
Il commiato è avvenuto lunedì in un Teatro Civico gremitissimo. Non poteva essere diversamente per omaggiare il cantautore genovese che vive a Leivi, nell’entroterra di Chiavari, con tanta gente anche in piedi. Tra questi il sindaco della Spezia, Massimo Federici, che uscito dal consiglio comunale (prima il dovere) non ha voluto perdersi l’esibizione.
«VI RINGRAZIO per la partecipazione a questo concerto — ha detto Fossati prima di congedarsi tra uno scrosciare di applausi — ma data la circostanza vi ringrazio anche per il vostro affetto durante tutti questi anni». Ivano non si è risparmiato, andando avanti ben oltre la mezzanotte, salutando con una rivisitazione eseguita col fluato traverso di un brano del 1971 che solo i più vecchi conoscevano: Jesahel, quando era ancora con i Delirium.
Non ha potuto accontentare tutti perché le sue canzoni famose sono troppe, ma ha eseguito quasi tutti i brani principali eccezion fatta per La mia banda suona il rock, successo di oltre trent’anni fa che ormai ha ripudiato.
Alla sua destra la sezione ritmica col batterista Andrea Fontana, l’ottimo bassista Max Gelsi e il fido chitarrista Fabrizio Barale. Alla sua sinistra la violoncellista Martina Marchiori, il chitarrista Riccardo Galardini e il fido Pietro Cantarelli.
E’ stato un piacere ascoltare Mio fratello che guardi il mondo, La musica che gira in torno, Una notte in Italia, La costruzione di un amore («L’ho scritta quando avevo 25 anni — ha detto — se lo avessi fatto ora mi avrebbero considerato un disadattato»), Il disertore, Chi guarda Genova, La pianta del tè. Quando è stato il momento de I treni a vapore, Fossati ha spiegato cosa significa per lui la speranza e il grande valore che ha la famiglia. «La speranza dobbiamo viverla quotidianamente, le cose che contano di più sono avere un lavoro, vedere i figli che crescono bene e avere una famiglia salda».
Durante il concerto c’è stato anche un curioso siparietto con l’incursione sul palco di Angelo Duro, il ‘cantante senza pubblico’ noto per le sue apparizioni a «Le Iene». «Mi hanno detto che è un personaggio televisivo — ha detto Fossati — ecco perché non lo conosco».
La serata è terminata al ristorante «Pepe Nero» di Elio Borghini che ha ospitato il cantante con tutta la band e alcuni amici.
Massimo Benedetti