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Prigioniero in casa Esposto in Procura

Disabile bussa al Comune per avere una casa Arte più grande

Il Comune sostiene di aver proposto alla famiglia una permuta, ma non ha mai avuto l'adesione. "Senza permuta la legge non consente alcun cambio"

Flavio Salvini e la sorella
Flavio Salvini e la sorella

La Spezia, 29 gennaio 2012 - LA DIFFERENZA tra la prigionia domestica e una vita degna di questo nome per Flavio Salvini, 48 anni, invalido al cento per cento, purtroppo è anche una faccenda di metri quadrati. Protagonista di un calvario medico che ha pochi termini di paragone, Flavio avrebbe a portata di mano la conquista di un fazzoletto di autonomia. Gli basterebbe poter utilizzare la carrozzella che il centro di riabilitazione Cardinal Ferrari di Fontanellato ha costruito su misura per lui e che invece riposa da due anni in un angolo della sua camera da letto: il portone di casa era troppo stretto per consentire il passaggio di una sedia a rotelle progettata per un uomo alto un metro e novanta per cento chili di peso.

IDEM per il sollevatore elettrico che gli permetterebbe di sdraiarsi e alzarsi dal letto: il piccolo appartamento in cui Flavio vive in Largo Pagani al Favaro non ha certo le caratteristiche per ospitare questo marchingegno provvidenziale. Ma i familiari del disabile non vogliono arrendersi: da anni chiedono al Comune, alla Asl e ai servizi sociali soluzioni abitative idonee al caso. E la loro battaglia per il riconoscimento del diritto all’assistenza è arrivata in questi giorni all’approdo estremo: un esposto alla Procura della Repubblica, curato da un legale spezzino, nel quale si chiede all’autorità giudiziaria di valutare se nella vicenda possano ravvisarsi eventuali ipotesi di reato.

Il Comune sostiene di aver proposto, alla madre ed alla sorella conviventi di Flavio una permuta. Vale a dire il cambio di parte della loro abitazione con l’alloggio adiacente, la cui ristrutturazione risulterebbe meno onerosa e complessa. Ma la famiglia ha rifiutato questa soluzione richiedendo l’assegnazione di questo ulteriore alloggio confinante, senza alcuna permuta. Una richiesta che a norma di legge l’amministrazione purtroppo non può accogliere.

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