La lettera 'salva vita'
"Lei è a rischio...
anzi no"
Incredibile l'esito di un controllo spedito a casa di un paziente
SOS SALUTE. Sei a conoscenza di casi di disservizi o esempi di buona sanità?
La Spezia, 9 febbraio 2010 - Nessun polipo al colon, tantomeno di origine maligna. A.M., spezzino di 70 anni, ha qualche disturbo fisico, ma le sue condizioni di salute, in generale, sono buone. L’uomo in questi giorni è "ammalato" sì, ma di rabbia. L’Asl lo ha informato che potrebbe correre il rischio di una malattia grave. E’ avvenuto con una comunicazione, tramite lettera, sull’esito del test per la ricerca del sangue occulto nelle feci. Un riscontro previsto nel programma di prevenzione del cancro dell’intestino, iniziato dalla fine dicembre, per la popolazione spezzina dai 50 ai 69 anni.
"Ho ricevuto una lettera — racconta facendo gli scongiuri — che il test da me inviato è risultato positivo, cioè che era stata rilevata presenza di sangue nelle feci. Per una scelta mia, avevo deciso all’inizio di gennaio di non partecipare al programma di screening. Al mio indirizzo era effettivamente arrivato l’invito dell’Asl con tanto di provetta da rispedire al mittente. Per carità, rispetto e comprendo il significato dell’iniziativa, però non trovo giusto che un cittadino debba vivere nella preoccupazione. Visto come sono andate le cose, devo dire: meno male che non avevo aderito al test".
Positivo, dicevamo. Per questo l’Asl ha invitato A.M. ad approfondire i motivi tramite un percorso diagnostico che prevede l’esecuzione gratuita, senza la richiesta del medico di famiglia, di una visita specialistica e una colonscopia, esame quest’ultimo fondamentale sotto il profilo diagnostico e non dei più facili da sopportare. Seguendo il percorso indicato dalla lettera che l’Asl gli ha spedito, A.M. ha pensato bene di avvisare dell’errore i responsabili dello screening. Che hanno chiuso la lettera informativa ringraziando A.M. "per aver aderito al programma di screening per la prevenzione del cancro al colon retto".
"E’ ammesso l’errore umano — commenta A.M. — ma quando si parla di salute del cittadino i controlli devono essere scrupolosi e ripetuti. La sanità non è una lotteria, è un sistema a tutela del cittadino. Non si possono mandare a casa della gente esiti sbagliati. Ammettiamo per ipotesi che avessi fatto il test...".
A.M., A dispetto dell’errore del test, ha conservato un fisico in buona salute. Lavora da una vita: ha fatto prima l’artigiano, poi il commerciante e adesso svolge l’attività di rappresentante. "Il mio settore è l’edilizia — spiega —, un mondo dove le strutture devono essere fatte con estrema precisione, dove le attrezzature e le forniture devono rispettare tutti i parametri di sicurezza e quanto la legge impone. Se non c’è precisione è meglio smettere di lavorare".
L’uomo ha un altro motivo per esprimere il suo rammarico nei confronti della sanità pubblica spezzina (senza dimenticare, aggiungiamo noi, che in altre circostanze e per alcuni settori è stata definita a livello di vera eccellenza). "Vuol sapere perché non ho aderito alla campagna di prevenzione? In passato, per sottopormi a esami diagnostici e cure particolari, mi sono rivolto a centri della Toscana e della Lombardia. L’ho fatto dopo aver riscontrato i ritardi nella prenotazione degli esami e alcuni esiti che mi avevano lasciato perplesso".
Manrico Parma
