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Sei milioni
per la Marina
grazie alle 'permute'

Economia del mare. Gli scambi con le imprese una salutare boccata d'ossigeno

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La Spezia - Nave in bacino (foto Frascatore)
La Spezia - Nave in bacino (foto Frascatore)

La Spezia, 8 febbraio 2010 - Eppur si muove. Mentre è ancora nebbia fitta sulle reali possibilità di rilancio industriale dell’Arsenale e sulle risorse disponibili, viene dallo strumento delle cosidette "permute" una dimostrazione della potenzialità delle strutture della Marina Militare per far fronte alle esigenze dell’industria privata. Le "permute", introdotte dall’articolo 1 (commi 568 e 569) della legge 266/05, costituiscono attualmente una leva alternativa non secondaria per il reperimento, seppur in via indiretta - mediante l’acquisizione di beni, servizi e forniture - di risorse e preziose per la Forza Armata. Basti dire che nel 2009, gli interventi realizzati a cura dei privati in cambio dell’uso di strutture, tradotti in moneta, ha raggiunto i 5 milioni e 800 mila euro. Ciò ha interessato non solo l’Arsenale (la sua quota è sull’ordine del 25 per cento del totale) ma anche gli altri enti della Marina alla Spezia: Maricommi, Maribase, Cssn (ex Mariperman), Cima Aulla, Cisam).
 

Si era partiti, timidamente, nel 2007: allora "l’incasso" era stato di soli 25mila euro; già nel 2008 l’ammontare di risorse indirette incamercate era salito a 2 milioni di euro; a fine 2009 il conto è stato, come detto, di 5 milioni e 800mila euro.Se, sotto lo stretto profilo finanziario si tratta di risorse sempre più importanti e preziose per la Marina a fronte di erogazioni statali 'compresse', ancor più interessante è la dimostrazione di capacità professionale e di valenza dei servizi ed attività che la forza armata è capace di offrire al mercato delle aziende private, sia nei settori specifici del proprio “core business” che in quelli cosiddetti “extra captive”.

Gli esempi più significativi nei quali si è già concretizzata attraverso le permute la sinergia tra Marina e industria privata hanno riguardato l’utilizzo dei bacini dell’Arsenale; i servizi di omologazione, certificazione di materiali, pitture navali, beni ed attrezzature marinaresche; le prove di collaudo e di urto su materiali vari, anche non navali; le prove di shock su materiali elettrici, metallici e non, giunti compensatori, valvole e tubisteria. Del gruppo di aziende private in pista — oltre alle maggiori riconducibili al comparto Difesa, quali Oto Melara, Wass Selex, Rimmel, Sei, Mbda, Fincantieri — fanno parte anche altre realtà industriali di livello internazionale quali la Sinco Mek Color e moltissime medie e piccole imprese sia dell’indotto Difesa che completamente estranee ad esso, quali Calzoni, Intermarine, Amra, Rheinmetall, Delta Elle, Cofi, Boat, Eusebi, Torre, Astra, Veneziani, Siquam, Lega delle Cooperative Api, Spemi, Ppg Coating, Tmf, Casa del Motore, Ghisalba, Cnt, I.F.I.
Sul sito www.marina.difesa.it intanto è stato inserito il bando su strutture e servizi 'permutabili' nel 2010 emesso dall’Ispettorato per il supporto logistico.

Corrado Ricci

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