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ALBIANO MAGRA

Vedova al cimitero. Per rubare

Andava al cimitero per piangere il marito morto ma poi rubava un pò di tutto, fiori freschi, vasi ed anche candele o lampade votive. E' successo ad Albiano Magra, dove si sono verificati veri  e propri raid ai danni dei defunti. Sono intervenuti i carabinieri

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Carabinieri in azione Lunigiana, 3 luglio 2009 - Vedova inconsolabile e ladra... da cimitero: verrebbe quasi da sorridere, se non ci fosse di mezzo il dolore di tante persone che si sono viste deturpare la tomba dei propri cari. Da almeno quattro mesi gli abitanti della frazione aullese di Albiano Magra lamentavano continui furti nelle tombe e cappello del cimitero locale. Sempre con maggior frequenza spariva un po’ di tutto, dai fiori freschi appena portati, ai vasi, fino alle candele e alle lampade votive.

 

'Raid' veri e propri compiuti da un ladro misterioso, abilissimo a fare razzia e sparire nel nulla senza destare il minimo sospetto. Furti di poco valore, magari, ma ancora più dolorosi visto l’ambiente. All’ennesimo 'raid' gli abitanti hanno preso carta e penna per scrivere la denuncia presentata poi ai carabinieri di Albiano. I militari hanno subito avviato le indagini e predisposto alcuni 'appostamenti' all’interno del cimitero. In borghese, mescolati fra i visitatori, mascherati da parenti addolorati, i carabinieri hanno monitorato la situazione più volte nel corso delle ultime settimane.

 

La svolta l’altro ieri, in pieno giorno quando una signora ha notato due donne impegnate a portarsi via i fiori freschi da una tomba. Con il cellulare ha subito avvertito i carabinieri ed i militari sono stati rapidi: pochi minuti dopo le due ladre erano bloccate. Non è stata poca la sorpresa quando è saltato fuori che a compiere i furti erano madre e figlia, rispettivamente di 72 e 45 anni, entrambe spezzine e incensurate. Una vita normale, nessun grosso problema economico che le potesse spingere a dover rubare sulle lapidi per tirare avanti. Andavano al cimitero di Albiano per pregare sulla tomba del marito (e padre), salvo poi 'alleggerire' le lapidi intorno. Ai carabinieri che le hanno fermate, e denunciate, non hanno dato spiegazioni del loro comportamento, saranno però costrette a farlo davanti al giudice al momento del processo dove dovranno rispondere di furto aggravato e vilipendio di tomba.

 

Resta da capire il destino della merce rubata, se sia stata utilizzata per uso privato o se la coppia l’abbia rivenduta. Madre e figlia non risultano titolari di negozio di generi funebri, particolare che avrebbe in qualche modo spiegato, se non giustificato la razzia di oggetti. Ancora da verificare se la merce sia stata invece rivenduta a terzi anche se al momento non si parla dell’esistenza di un «commercio undeground» di oggetti funebri. Le perquisizioni eseguite dai carabinieri non hanno finora consentito ai militari di recuperare il «bottino» dei furti dei mesi scorsi.

Claudio Masseglia










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LA FOTO DEL GIORNO

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