Hanno percorso il centro cittadino con tante bandiere per richiamare il governo e gli enti locali sulla salvaguardia del lavoro. Questo l'obiettivo della manifestazione promossa da Cgil, Cisl e Uil. Il corteo è partito da piazza Mentana, si è snodato lungo via del Prione per poi raggiungere il Teatro Civico
La Spezia, 2 luglio 2009 - Hanno resistito per oltre un’ora sotto il sole martellante, percorrendo il centro cittadino facendosi ombra con le bandiere; obiettivo: richiamare il governo, gli enti locali e la città nel suo insieme alla ’centralità’ della salvaguardia dei posti di lavoro sui quali si abbatte la scure della crisi. Hanno partecipato circa in tremila, ieri mattina, alla manifestazione promossa da Cgil, Cisl e Uil. Iniziata in piazza Mentana, si è snodata tra via Prione, via Fratelli Rosselli e corso Cavour per poi concludersi davanti al teatro Civico. Lì i più hanno cercato riparo all’ombra dei palazzi.
Ma c’è stato chi, grondante di sudore, ha sopportato ancora le ’lance’ del sole, sistemandosi a ridosso del palco, per testimoniare la determinazione a combattere per se stessi e per gli altri. Qua e là striscioni di partito: di Rifondazione Comunista e Sinistra e Libertà. La manifestazione ha rilanciato il numeri del disagio. Sono 1581 lavoratori spezzini che si avvalgono degli amortizzatori sociali: 881 in cassa integrazione ordinaria, 184 in straordinaria, 453 in deroga e 61 in mobilità. Ci sono poi una marea di contratti a termine senza certezze.
I dirigenti sindacali hanno chiesto alla città di compattarsi "attorno ad un problema che non è di qualcuno, ma è di tutti". Ha esordito così Walter Andreetti, segretario generale della Uil, incassando subito dopo le assicurazioni del sindaco Massimo Federici: "Con i provvedimenti anticrisi per le categorie deboli, con la partecipazione al tavolo per lo sviluppo e il protocollo d’intesa col Ministero della Difesa abbiamo già dimostrato impegno per affrontare le emergenze ma anche per attivare processi che si traducano in posti di lavoro. Continueremo su questa strada, vicino più che mai a chi soffre della crisi".
"Dobbiamo insieme vincere solitudine, umiliazione, disperazione che attanagliano un numero impressionante di lavoratori e disoccupati...per non lasciare indietro nessuno", è stato il messaggio finale del lungo intervento del segretario generale della Cgil Lorenzo Cimino, oratore di giornata, che ha tracciato la tabella di marcia delle priorità da affrontare. In primo luogo: "Chiedere al Governo maggior attenzione rispetto alle crisi industriali in atto, come nel caso San Giorgio; per questa occorre arrivare in tempi brevi alla firma di un accordo di programma che dia futuro all’area e ai lavoratori oggi in cassa integrazione". E poi: "Attendiamo urgentemente la convocazione di un tavolo con il ministro Matteoli sulla questione dei tagli alla Divisione Cargo di Trenitalia". E ancora: "Siamo a fianco dei lavoratori della Comdata; faremo di tutto per salvaguardarli". Tutela dei posti di lavoro anche per i dipendenti di Gnl Italia, col sostegno sindacale all’ampliamento del terminal di Panigaglia.
"Lo sviluppo del territorio - ha inoltre evidenziato Cimino - passa anche dal futuro della base navale e dalla riorganizzazione dell’ Arsenale; sono importanti i primi protocolli che riconsegnano alla città aree importanti ma adesso chiediamo nuovi investimenti e un nuovo ruolo per un Arsenale che ritorni ad essere uno dei volani della nostra economia, a partire dal rinvestimento delle risorse costituite dal ricavato delle cessioni dei cespiti che dovrebbero essere consegnati alla città". Poi il pressing sulle istituzioni locali: "Occorre velocizzare i processi di sviluppo delle aree portuali con l’attuazione del piano regolatore e dare corso speditamente al nuovo waterfront: sono due grandi sfide che alimentano le speranze di sviluppo e occupazione".
Corrado Ricci
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