Avvolta nel mistero la brutale aggressione avvenuta a Mazzetta ai danni di un dipendente della Provincia di 49 anni. L'uomo ora è ricoverato a Genova, in condizioni stazionarie. L'arma è stata sequestrata dai carabinieri, che intanto stanno analizzando le utlime telefonate della vitima
La Spezia, 23 giugno 2009 - Rimane avvolta nel mistero la brutale aggressione avvenuta sabato notte in via Veneto a Mazzetta ai danni di E.T., il dipendente della Provincia di 49 anni. L’uomo è ricoverato in prognosi riservata nel reparto di rianimazione dell’ospedale Galliera di Genova. Le sue condizioni vengono definite stazionarie e al momento non è stato effettuato alcun intervento chirurgico alla testa.
Come noto E.T. è stato colpito con violenza al capo da un individuo armato di un bastone di legno: nello specifico si tratta del manico di un piccone. L’arma è stata sequestrata dai carabinieri, ma è improbabile che possa fornire indicazioni su colui che l’ha usata: difficilmente, infatti, verranno rinvenute delle impronte digitali. Nelle vicinanze del luogo dell’agguato, all’altezza del numero civico 273 tra piazza S.Domenico e il centro Kennedy, sono stati trovati anche dei sandali che probabilmente appartengono all’aggressore. Ma anche in questo caso non sarà facile risalire al proprietario.
Le indagini sono condotte dal nucleo investigativo del comando provinciale in collaborazione col nucleo radiomobile della compagnia che ha effettuato il primo intervento. I carabinieri sono arrivati attorno alle 2, quando il fattaccio era già avvenuto, dopo la segnalazione di un passante che ha visto sotto i portici di via Veneto l’uomo riverso a terra in una chiazza di sangue. Il movente al momento non esiste: difficile pensare, però, che si tratti di uno scambio di persona. Difficile anche che l’aggressione possa collegarsi al suo lavoro in Provincia, dove da cinque anni è addetto all’ufficio Caccia e Pesca e il suo compito e istruire le pratiche per il rilsacio dei tesserini. E.T. è stimato dai colleghi e l’episodio che lo ha coinvolto ha destato molto scalpore. I carabinieri indagano a 360° e non tralasciano alcuna ipotesi, anche se ritengono che le cause dell’agguato siano da ricercarsi nella sfera privata del 49enne.
Potrebbero quindi essere importanti le ultime telefonate fatte e ricevute dall’uomo, per questo i militari dell’Arma stanno analizzando i tabulati del suo cellulare. In attesa del risveglio della vittima, che potrebbe fornire utili indizi.
M.B.
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