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In alto mare le cure palliative per i malati terminali

Sono circa 150 i malati terminali nella nostra provincia. Per loor si parla di cure palliative, asssitenza adeguata, sostegno fisico e psicologico. Nelle nostre strutture, ad eccezioni dei pochi posti letto al Felettino, non esiste personale a sufficienza in grado di soddisfare i bisogni dei pazienti

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La Spezia, ospedale (foto frascatore) La Spezia, 19 giugno 2009 - Sono circa 150 i malati terminali nella provincia spezzina. Il numero scaturisce da un’indagine epidemiologica dell’Asl 5. Per loro si sente spesso parlare di cure palliative, di un’assistenza adeguata, di sostegno fisico e psicologico. Purtroppo, la realtà è diversa e poco si è fatto per alleviare le sofferenze di chi sta lottando per la vita. Nonostante le leggi prevedano interventi diversi dalla medicina classica. L’Asl 5 è l’unica azienda sanitaria in Liguria ad oggi priva di un coordinamento per le cure palliative, in grado di portare sanità specializzata a casa dei malati e risposte alle sofferenze.

 

Nelle strutture della provincia, ad eccezioni dei pochi posti letto all’ospedale del Felettino, non esiste personale a sufficienza in grado di soddisfare i bisogni dei pazienti per quanto riguarda le terapie di medicina palliativa. Nei mesi scorsi la Fondazione Carispe ha tentato di siglare un’intesa con l’Asl. Obiettivo: iniziare un percorso per soddisfare tutti i bisogni della totalità malati terminali. L’accordo non è mai stata raggiunto e i quattrini della Fondazione (250mila euro l’anno) sono utilizzati per la cure di una decina di pazienti al giorno. Eppure c’è tanto bisogno di liberare questi pazienti dal dolore.

 

Mancano all’appello ancora risorse; l’organizzazione del servizio sta andando per le lunghe; manca personale. I medici ospedalieri del reparto delle cure palliative e della terapia del dolore non hanno il riconoscimento di poter svolgere la loro specializzazione sul territorio. Un assurdo sistema normativo oggi costringe il malato a subire terapie inutili, spesso dolorose. Sui tavoli del consiglio regionale ligure è giunta in questi giorni una proposta di legge per garantire cure palliative ai malati terminali. L’ha presentata il consigliere spezzino del gruppo misto Lorenzo Castè.

 

L’esigenza di presentare questa legge è scaturita sulla scia della pressante richiesta dei familiari dei pazienti. Molti di questi ultimi bussano quasi quotidianamente all’associazione 'La Città dei diritti e dei doveri'. Lo fanno per un preciso motivo: perchè il presidente Arturo Fortunati da anni sta conducendo una battaglia per assicurare i servizi di medicina palliativa. "Le cure palliative - sottolinea Fortunati - hanno carattere interdisciplinare perché coinvolgono i pazienti, la loro famiglia e la comunità in generale. Prevedono una presa in carico del paziente tale da garantire i suoi bisogni più elementari ovunque egli si trovi".

 

Fortunati da tempo evidenzia le carenze dei servizi per la salute pubblica dell’Asl 5. "Sulle cure palliative - evidenzia - la Regione nel 2007 aveva riconosciuto un’offerta 'disomogena' nel territorio, l’assenza di un sistema informativo e la non valutabilità della qualità dell’assistenza erogata e la mancanza di un piano di formazione professionale. Tutte le altre province liguri - aggiunge - dal 2007 ad oggi hanno fatto passi da gigante, alla Spezia tutto è rimasto in alto mare, ad eccezione dell’intervento della Fondazione Carispe".

 

La proposta di legge del consigliere Lorenzo Castè, in sintonia con gli obiettivi della Città dei diritti e dei doveri', stabilisce che le cure palliative devono essere erogate secondo i desideri del malato e dei suoi familiari, prevalentemente a domicilio, o in strutture residenziali dedicate, limitando il ricovero ospedaliero. E ancora. La proposta prevede la costituzione di un nucleo di cure palliative composto da almeno un medico con esperienza nel settore, uno psicologo, tre infermieri, due operatori socio-sanitari, ogni 100mila abitanti. Prevede anche la realizzazione di una struttura di ricovero specifica hospice. "Come tutte le spese della sanità spezzina l’hospice è una promessa che ha compiuto dieci anni", conclude Fortunati.

Manrico Parma










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