Il vescovo diocesano, monsignor Francesco Moraglia, sentendosi indesiderato, ha rinunciato l'altra sera a partecipare ad un incontro sui temi della famiglia e dell'educazione. La conferenza, che si è tenuta ad Arcola, era stata organizzata dall'istituto comprensivo
La Spezia, 23 maggio 2009 - "Se non sono desiderato e se non fa piacere la mia presenza non vengo alla conferenza". Il vescovo diocesano, monsignor Francesco Moraglia (nella foto), ha rinunciato l’altra sera a partecipare a Arcola all’incontro sui temi della famiglia e dell’educazione, organizzato dall’Istituto comprensivo nell’auditorium della scuola media. Lo ha fatto dopo aver appreso che un suo precedente intervento, nello stesso corso di formazione, tenuto a fine aprile, aveva lasciato 'perplessi' alcuni docenti del consiglio di istituto.
La decisione del prelato è diventata subito un caso. Tanti genitori e rappresentanti di associazioni cattoliche, richiamati dalla presenza del vescovo, hanno abbandonato la riunione che chiudeva il ciclo di conferenze iniziato a dicembre e che ha visto alternarsi illustri relatori. Anche il capo dell’istituto Generoso Cardinali, in segno di solidarietà al vescovo, ha lasciato il convegno, dopo aver fatto il punto e comunicato nel salone gremito il cambio del programma, provocando sconcerto e lasciando perplessa e irritata gran parte della platea. Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore scientifico del corso di formazione, Alessandro Bertirotti: clamorosamente non si è nemmeno presentato all’appuntamento.
"La figura di questo vescovo - ha voluto sottolineare ieri Bertirotti - trascende la dimensione religiosa perché è anzitutto un grande educatore e comunicatore che si è sempre posto al servizio della comunità". Ha aggiunto: "Come al solito una certa chiave di lettura politica strumentalizza anche il poco di buono che rimane al mondo. Come direttore scientifico del corso aveva chiamato un uomo di scienza". E ancora. Ieri, venuto a galla il caso, molti insegnanti si sono dissociati dalle parole di perplessità espresse dai loro colleghi. Sulla vicenda Arcola, la Curia ha scelto di mantenere una linea di riserbo. Dalle poche parole pronunciate dalla segreteria di monsignor Francesco Moraglia si apprende che il vescovo ha maturato la decisione in assoluta serenità.
Francesco Moraglia guida la diocesi spezzina da marzo dello scorso anno. Ha alle spalle trent’anni di insegnamento al seminario di Genova e alla facoltà di teologia dell’Italia settentrionale. Prima della consacrazione episcopale era direttore dell’istituto di scienze religiose. Nell’incontro di fine aprile, tirato in ballo dai docenti, il vescovo aveva incontrato i ragazzi della scuola. Aveva usato un linguaggio proprio dell’età, con metafore riguardanti i segnali stradali, per illustrare il valore dell’educazione ("Ci sono tempi in cui bisogna agire e muoversi e tempi in cui bisogna fermarsi e riflettere").
Era stato anche applaudito a conclusione di un incontro di quasi due ore ed aveva invitato ai ragazzi a fare qualche osservazione. Lunedì sera avrebbe dovuto parlare ai genitori e ai docenti sulla famiglia in un incontro aperto anche alla popolazione. Il capo dell’istituto comprensivo Generoso Cardinale anzitutto evidenzia che la laicità nella scuola non ha identificazioni politiche ed è aperta a tutte le idee. Poi, sintetizza così la sua solidarietà al vescovo: "Non era prevista una conferenza di catechesi, ma si sarebbe dovuto parlare di argomenti che interessano quotidianamente il rapporto genitori-figli". E’ stato proprio il preside a portare al vescovo la comunicazione delle perplessità di alcuni docenti. Ma ha ricevuto il suo no alla riunione dell’altra sera. Accanto a una frase che lascia filtrare perdono e speranza: "Sarò presente in qualsiasi momento qualora i docenti e i genitori lo volessero".
Manrico Parma, Euro Sassarini
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