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ISOLA PALMARIA

Dopo 40 anni è stato abbattutto lo 'Scheletrone'

Addio allo 'Scheletrone'. La struttura, costruita circa 40 ani fa sull'isola Palmaria è stata abbattutta del tutto. Per realizzare il lavoro sono stati necessari 46 chili di nitroglicerinato. Tra pochi giorni inizieranno i lavori per sistemare la zona

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La Spezia, la distruzione dello Scheletrone della Plmaria La Spezia, 22 maggio 2009 - Lo Scheletrone non esiste più. ''La struttura ha collassato completamente, esattamente nel modo in cui noi abbiamo pensato di doverla abbattere''. Lo ha detto l'ingegner  Adriano Ambrosini, dello studio A & G Ingegneria civile, il progettista al quale il comune di Porto Venere ha affidato la direzione dei lavori e della sicurezza nell' operazione che ha portato all'abbattimento dell'ecomostro sull'Isola Palmaria.

 


''La posizione delle cariche ha determinato il collasso della struttura - ha detto Ambrosini - nel rispetto dell'ambiente e delle costruzioni circostanti. Ma posso assicurare che la struttura è completamente crollata. Non c'è un metro quadro di solaio che sia rimasto in piedi. E la quantità di esplosivo era assolutamente sufficiente: abbiamo impiegato 46 chili di nitroglicerinato contro i 75 che avevamo acquistato. I restanti 29 chili e i 20 detonatori inutilizzati li abbiamo distrutti alla presenza del questore della Spezia''.

 


Lunedì cominceremo i lavori per sistemare e riattrezzare l'area. Per chi frequenta l'isola anche in questo momento nulla cambia. Molto presto invece sarà possibile godere assai meglio delle sue bellezze naturali.

 

La storia dello Scheletrone prende il via il 30 agosto 1968 con il rilascio della licenza per la costruzione di un fabbricato composto da due edifici a gradoni con cortile e ascensore, giardino e piscina, e ristorante con nulla osta della Sopraintendenza ai monumenti della Liguria. Nel giugno del 1971 scatta il sequestro penale del cantiere da parte del Pretore della Spezia, determinato da difformità del progetto. La Pretura della Spezia nel febbraio del 1972 sequestra anche la licenza edilizia: ad aprile, interviene il dissequestro.

 


Nel 1981 nasce il progetto di un residence. Nel 1986 viene presentata richiesta di condono per 601,62 mq di opere. Nel settembre 1999 il Sindaco ordina alla proprietà di rimuovere i rifiuti che nel frattempo si solo accumulati nella struttura. Ma intanto sua la licenza edilizia del 30 agosto 1968 che la variante del 1971 decadono. Nel febbraio 2000 la proprietà chiede il condono ex art. 35 L.47/85 richiesta che è stata rigettata dal Comune il 13 marzo 2001.

 

Nel gennaio 2002 viene emessa l'ordinanza di demolizione: a marzo, scatta il primo ricorso al Tar che viene accolto. Ad aprile viene stipulata una convenzione per il recupero dell'area. Con fondi stanziati dal ministero per i Beni culturali viene affidato incarico di redazione di un progetto di recupero allo Studio Land di Milano dell'architetto Andreas Kipar, progetto che viene approvato nell'aprile 2004. Nel 2005, il progetto viene definito con l'idea di un parziale mantenimento della struttura in cemento armato. Ma nel 2007, nell'ambito del nuovo piano del Parco Naturale, le istutuzioni hanno optato per la completa demolizione a favore di un'area verde attrezzata.

 

Nel febbraio 2008 è stato consegnato alla Regione Liguria il progetto definitivo di recupero paesistico ambientale, redatto dagli studi Land di Milano e A&G Ingegneria civile di Sarzana, approvato dalla giunta regionale il 15 aprile 2008, con avvio della procedura di esproprio dei terreni interessati, il 7 agosto 2008. L'8 novembre 2008 il Comune di Portovenere ha approvato il progetto esecutivo dei lavori e avviato la procedura di gara aperta per l'affidamento dei lavori di smantellamento dello Scheletrone.










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