Grande successo per il Giro d'Italia nella tappa delle Cinque Terre. Sono arrivate circa 45mila persone nella tratta tra il Bracco e Riomaggiore: un arcobaleno di persone, tifosi, stand. Tante le iniziative coordinate dal Parco Nazionale delle Cinque Terre, di seguito i dettagli
La Spezia, 22 magio 2009 - "Quanta strada nei miei sandali, quanta ne avrà fatta Bartali…", in una strofa di una canzone la cronaca della dodicesima tappa del Giro d’Italia, la Sestri Levante-Riomaggiore, quella delle Cinque Terre, quella che ha sconvolto la classifica, quella che resterà nella mente degli organizzatori, degli atleti e degli appassionati che sono saliti sino sulle alture della costiera del Levante ligure per seguire questo grande evento. Era una gara di biciclette, si è trasformata in una giornata podistica e va bene così.
Certo, qualche problema era inevitabile, gli scontenti non mancano mai, dei disagi ci sono stati (anche perché lo spazio era veramente poco ed in molti sono rimasti in bilico su scarpate e paracarri), ma alla fine il risultato ha premiato il coraggio di portare la tappa di un giro ciclistico tra i più importanti al mondo in uno dei luoghi più belli del mondo.
Un’esperienza da rivivere, fotogramma su fotogramma, con le decine di migliaia di persone che si sono assiepate lungo la 'Litoranea'. Una vera e propria babele di lingue e dialetti, un arcobaleno di colori ed una festa, perché chi c’era questo si ricorderà, per ogni corridore in transito sugli insidiosi tornanti liguri. Alle 8 molti sono già in viaggio, zainetto sulle spalle e tanti chilometri da fare. Sono quelli che hanno scelto l’approccio dei sentieri, autodidatti e con la guida del Cai, per conquistare un posto in prima fila lungo il bordostrada. Verso le 9 in strada si vedono i primi ciclisti, ma non sono i corridori, sono gli appassionati che stanno giungendo nella zona di Riomaggiore prima della chiusura della strada anche per loro.
Un gruppo appare un po’ stanco. Di dove siete? "Veniamo da Lucca, siamo partiti alle sette…poi dobbiamo anche tornare". Passano pochi minuti ed arriva un altro gruppo, questi sono di Varese, ma metà strada l’hanno fatta in auto. Verso le 10 c’è l’invasione della 'gente comune'. Disciplinatamente salgono al bivio di Biassa in autobus, ed alla fine c’è un premio anche per loro: il bus proseguirà per un’ora sino al varco di Riomaggiore, ben tre chilometri di scarpinata evitati. Il boom delle presenze è però in treno ed in battello, una vera fiumana che si scarica sulle frazioni e poi viene portata con le navette, ma molti preferiscono andare a piedi, sino alla “zona rossa” dove passeranno i corridori.
Si incontra un po’ di tutto sulle strade del Giro. C’è una famiglia americana, con tanto di bandiera. Vengono da San Francisco, in California, e sono ovviamente tifosi di Lance Armstrong. Poi ci sono 'quelli di Teviso' ed i boys di Di Luca, con i cappellini con le orecchie.
E gli spezzini, tanti spezzini, che hanno deciso di prendere ferie per andare a vedere il Giro, anche se forse di ciclismo alcuni non masticano molto, ma quando passa il 'loro' Petacchi danno spettacolo. Alla fine si stimeranno circa 45mila persone nella tratta tra il Bracco e Riomaggiore. Tante le iniziative collaterali coordinate dal Parco Nazionale delle Cinque Terre che hanno sostenuto la lunga giornata del Giro. Oltre agli stand, in cui la carovana al seguito ed i tifosi arrivati un po’ da ogni dove hanno potuto conoscere le bellezze e le bontà del Parco, c’è stata la bella esperienza che i bambini delle scuole locali hanno potuto fare con gli uomini della Stradale. Prima una competizione simbolica con delle bici e poi la premiazione a margine della tappa, il tutto per conoscere sin da piccoli le regole giuste per andare sulle strade. L’altro ieri c’è stata un’iniziativa di sensibilizzazione dell’Unicef che si è chiusa con la vendita dei Pigotti, bambole che omaggiavano i grandi del ciclismo.
Alla fine, mentre i giornalisti arrivati da tutto il mondo si affrettavano a chiudere le edizioni e l’organizzazione sbrigava le ultime formalità, il tutto per garantirsi una 'tappa' nei ristoranti della zona alla caccia di un ricordo culinario, la grande carovana del Giro d’Italia smontava palchi e transenne, i tir facevano rotta verso Firenze per il prossimo arrivo e gli atleti si concedevano un meritato riposo negli alberghi della Versilia da dove ripartirà la prossima tappa.
Un deflusso che lascia un po’ di nostalgia, dopo una giornata intensa, ma per l’organizzazione del Parco c’è ancora qualcosa da fare. Infatti la scommessa di portare il Giro d’Italia in un luogo dove nessuno credeva fosse possibile far arrivare una tappa si chiuderà solo domani, quando si dovrà fare il bilancio, quando tutto dovrà essere ripulito e quando le Cinque Terre riprenderanno il loro ritmo naturale. A ricordo dell’evento, oltre la grande pubblicità ottenuta, il murales di Silvio Benedetto che troneggia su Riomaggiore, un gemellaggio artistico tra la fatica dei ciclisti e quella degli uomini che coltivano la vite sui terrazzamenti della costa.
Alberto Vignali
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