La Russa in visita in città. "Vengo alla Spezia per dare compimento al lavoro svolto da un anno a questa parte al tavolo tecnico Comune, Marina, Demanio, a cui ho impresso un’accelerazione"
La Spezia, 15 maggio 2009 - Oggi dovrà indossare due casacche, da ministro della Difesa e da candidato al Parlamento Europeo per il Pdl. Ignazio La Russa (nella foto) non si scompone, di fronte alla domanda: possibile che a scandire il progress delle trattative fra Comune, Marina e Demanio siano sempre le elezioni?
"Non vengo alla Spezia per fare una passerella. Ma per dare compimento al lavoro svolto da un anno a questa parte al tavolo tecnico Comune, Marina, Demanio, a cui ho impresso un’accelerazione; i cittadini devono essere informati".
Solo?
"No, vengo per aprire i nuovi orizzonti attraverso cui potrà essere disegnato il futuro della città e della Marina attraverso percorsi innovativi. I principi di fondo sono: razionalizzare per rilanciare, recuperare risorse attraverso le valorizzazioni dei beni allo scopo di investire, dare risposte ai bisogni della forza armata e della comunità civile, attraverso gli strumenti normativi in essere e che andremo a costruire. Abbiamo rotto il meccanismo infernale che bloccava tutto: in assenza di risorse gestibili direttamente dalla Marina tutto è rimasto immobile per anni...."
Partiamo dal protocollo di intesa che firmerà in Comune...
"Voglio lasciare al momento dell’ufficialità i dettagli tecnici. Ci vuole un po’ di suspance.... Qui basti dire che troverà attuazione il meccanismo delle permute: cessione di beni in cambio di alloggi per il personale e interventi di ristrutturazione immobiliare".
Ci guadagnerà il Comune o la Marina?
"Per il primo non sarà certo un do ut des gravoso. In ogni caso ci guadagna la visione della pubblica amministrazione che risponde ai bisogni dei suoi lavoratori, dei cittadini".
Quindi... via alle permute per l’ex Caserma Mardicchi (nuova sede dell’Università), area verde di Marola, parcheggio in piazza D’Armi, ex stazione tritolo, comprensorio di Pagliari con le ex casermette, ex caserma Gandolo, ozonificio, banchina Revel, couso di Marispedal e del campo Montagna?
"Sono tutte voci del nuovo protocollo d’intesa. Ma c’è di più...".
Anche, come si dice, il distaccamento dell’Aeronautica di Cadimare?
"Sì".
Ne assumeranno la proprietà i Comuni della Spezia e di Porto Venere nei quali sussiste?
"E’ da vedere ancora il titolo. Meglio parlare di prospettiva di disponibilità...".
E l’Aeronautica dovrà andra a finire?
"L’area è molto grande, c’è posto per tutti, lavorando in armonia".
E’ una notizia bomba...
"E’ un esempio di come vogliamo procedere: mantenere alle forze armate ciò che ad esse è necessario e, se ci sono aree non strategiche, valorizzarle per recuperare risorse e assecondare i bisogni delle prime e della comunità. La Spezia, in questo senso, è un modello per l’intera comunità nazionale".
Anche nella Base navale ci sono aree e strutture non utilizzate, esposte al logorio del tempo...
"Finchè non sarà formalizzata la nascita della società Difesa Spa, al vaglio del Parlamento su proposta del Governo, finchè il Cramm, il Comitato per la riconversione degli arsenali della Marina, non avrà assolto il mandato per la definizione del piano industriale, è prematuro parlare, proprio per rispetto di chi è al lavoro. Mi faccia pero dire una cosa: spero che l’opposizione, a proposito di Difesa Spa, superi le incertezze: è uno strumento che ci permetterà di fare grandi cose, a vari livelli".
Cosa?
"Ad esempio, attraverso le valorizzazioni, recuperare risorse da investire per il rilancio delle strutture militari"
Il Cramm deve consegnare la relazione il 31 luglio...
"E’ il giorno di sant’Ignazio di Lojola, il mio santo... porterà bene".
Resterà il muro a separare le due città?
"Questa visione non mi piace. Città e Arsenale sono parti di un’insieme, non devono essere considerati mondi separati".
La città potrà recuperare degli spazi?
"Calma. In primo luogo vengono le esigenze della forza armata. Ma bisogna andare avanti sulla strada della fruibilità".
La sua proposta della naja breve potrà avere riflessi per La Spezia?
"Oltre agli alpini, penso che un settore su cui lavorare subito sia quello delle forze anfibie. Qui la Marina dispone di centri di eccellenza. Pensi a Comsubin. Sono onorato di avergli fatto visita...".
E il progetto ’strade sicure’ con il ricorso ai militari a garanzia della sicurezza delle città?
"Le dò un’anteprima: dopo il successo nelle grandi metropoli sto pensando ai capoluoghi, ai grandi centri...".
Allora anche La Spezia...
"Dipenderà dai bisogni che rappresenteranno prefetto e sindaco".
Sembra che si possa far quadrare il cerchio in vari fronti...
"Con la buona volontà di tutti è possibile".
Come quella bipartisan espressa dall’assessore Paolo Garbini (Pd) regista comunale del protocollo e dal consigliere, di opposto schieramento, Giacomo Gatti (Pdl), anche ieri a Roma al ministero della Difesa per seguire l’evolversi dei presupposti di quella si annuncia una giornata storica.
Corrado Ricci
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