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ANNO GIUDIZIARIO

Le intercettazioni autorizzate, ok allo spionaggio

Pro e contro delle intercettazioni telefoniche. Di certo le cronache testimoniano che le indagini più importanti trovano in questo sistema uno strumento fondamentale per raccogliere elementi. E in città, tra avviii e proroghe parte lo 'spionaggio'

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La Spezia, 3 febbraio 2009 - L’argomento ha arroventato le cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario in ogni distretto di Corte di appello d’Italia: il 'giro di vite' alle intercettazioni telefoniche perseguito dal Governo suscita insofferenza nella magistratura, che teme il rischio di un pesante indebolimento delle possibilità di indagine. Non tanto (e solo) a motivo del ’taglio’ al panorama dei reati che le quali, alla luce del ddl del governo, saranno praticabili ma per le complicazioni che si presenteranno per ottenere le autorizzazioni, a cominciare dal vaglio di un collegio presso il capoluogo distrettuale, nel caso nostro a Genova. I pubblici ministeri spezzini non intendono rilasciare dichiarazioni al riguardo.

 

Ma l’argomento merita di essere esplorato, quanto meno sul piano statistico, con un ancoraggio al capitolo dedicato alle intercettazioni contenuto nelle relazioni del Procuratore della Repubblica Massimo Scirocco e del presidente del Tribunale Edoardo D’Avossa per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, relazioni redatte e trasmesse a Genova nel luglio scorso per essere ’riprese’ nel discorso del presidente della Corte di Appello Gianfranco Bonetto in occasione della cerimonia, svoltasi sabato scorso. Ovviamente, nessun riferimento alle inchieste, a tutela del loro svolgimento. Anche se le cronache, quasi ogni giorno, testimoniano come le indagini più importanti trovano nelle intercettazioni lo strumento fondamentale per raccogliere gli elementi di prova. Alla Spezia, basta pensare al caso Assicuropoli...

 

Dalla relazione del procuratore Scirocco si desume che sono state 303 le intercettazioni ( di cui 15 ambientali) disposte nel periodo giugno 2007-giugno 2008. Sono state invece 358 le richieste relative all’esibizione dei tabulati telefonici, nell’80 per cento dei casi riguardanti procedimenti contro ignoti. Il presidente del tribunale D’Avossa, nella sua relazione, fornisce anche il dato dei decreti di proroga delle intercettazioni, in parte riconducibili all’anno preso a riferimento, in parte a fascicoli aperti nell’anno precedente. Ebbene, le proroghe sono state ben 579. La somma dei provvedimenti è quindi 882; non si può conoscere, però, la corrispondenza in termini di indagati, perchè gli atti autorizzativi riguardano le utenze, che possono essere molteplici per ogni indagato.

 

Certo, invece, il dato sui costi: 517mila euro, "decisamente diminuiti'" rispetto al passato, rileva il procuratore Scirocco. Il magistrato inquirente, nella relazione, fa delle valutazioni per spiegare l’importanza delle intercettazioni anche in chiave ’positiva’ per gli indagati:"Va osservato che l’utilizzo dello strumento, impiegato quasi sempre dietro espressa richiesta della polizia giudiziaria, certamente 'invasivo' attesa la delicatezza dei diritti che sono coinvolti, può trovare una sua ragion d’essere non solo sul presupposto che in molti casi ha effettivamente portato all’accertamento di elementi per sostenere l’accusa, ma anche sulla considerazione che spesso sono state evidenziate circostanze risultate poi a favore delle stesse persone indagate, così da spiegare le conseguenti richieste di archiviazione. Solamente le intercettazioni cosiddette 'negative' (quelle cioè che non hanno portato ad alcun risultato concreto, né a sfavore né a favore dell’indagato) potrebbero essere considerate come attività in qualche modo effettuata inutilmente da valutare in un’ottica più ampia di costi-benefici". Le 'intercettazioni negative' alla fine sono risultate 218.

Corrado Ricci










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