Varato il piano di ridimensionamennto delle scuole. Saranno creati otto Istituti comprensivi, formati da scuole dell'infanzia, primarie e secondarie. Questo per migliorare ed ampliare l'offerta formativa per tutti gli alunni. Dal prossimo anno potrebbe partire il progetto
La Spezia, 9 ottobre 2008 - A un mese dall’inizio della scuola, in città si pensa già ai progetti futuri e soprattutto alla possibilità di creazione degli Istituti comprensivi. Tanto che ieri è stato presentato il piano di dimensionamento della rete scolastica cittadina. Nel dettaglio, il Comune ha avviato le procedure per la definizione di una sua proposta territoriale, ponendo alla base della riflessione l’opportunità di dare alla città 'un’ottima offerta formativa per tutti gli alunni'.
Il problema più evidente nella scuola italiana è la scarsa continuità tra le articolazioni del percorso formativo; ne danno prova gli alti tassi di abbandono dopo i 14 anni e anche il numero dei bocciati in prima media. Per questo è importante creare un ciclo nella scolarità di base, che lasci un segno tangibile negli allievi e l’Istituto comprensivo potrebbe essere una scelta ricca di potenzialità. Questo tipo di Istituto aggrega scuole materne, elementari e medie dello stesso territorio in un solo organismo.
I tre gradi scolastici continuano a funzionare secondo le proprie caratteristiche, ma sono collegati da una sola presidenza, un solo consiglio di istituto , un collegio dei docenti unitario e gruppi di lavoro comuni. Uno dei lati positivi è la tutela dell’allievo, che diventa centro del progetto, seguito e accompagnato nello sviluppo attraverso l’infanzia fino all’adolescenza. "La scuola affronta ora un momento delicato - ha detto Paolo Manfredini, assessore alla Pubblica istruzione - il nostro piano di ridimensionamento vuole migliorare l’offerta formativa .
Ci siamo basati su alcuni criteri, come la dislocazione degli Istituti comprensivi su tutto il territorio, l’omogeneità numerica con circa 700-900 alunni per istituto e un certo equilibrio tra le varie scuole presenti. I Comprensivi sono importanti perchè hanno un’organizzazione più flessibile del lavoro dei docenti, inoltre consentono di stabilire rapporti più stretti con i genitori e con il territorio. Il fatto che in Italia il 48% delle scuole sia organizzato in questo modo è un dato incoraggiante. Gli Istituti comprensivi sono nati nel 1994, per venire incontro alle difficoltà dei piccoli paesi di montagna, ora si stanno rapidamente diffondendo ovunque".
Anche il sindaco Massimo Federici si è dichiarato soddisfatto:"E’ stato impegnativo provare a riorganizzare le scuole, dietro c’è stato un lavoro denso e coraggioso; non è semplice modificare le abitudini, specialmente quando sono legate a bambini, genitori ed insegnati. Il nostro è un territorio campione e questo intervento cercherà di attenuare alcuni aspetti negativi della riforma nazionale". E i tempi? "Noi abbiamo costruito il percorso - dice Manfredini - è la Regione che deve stabilire i tempi di attuazione. Il progetto comunque prevede un periodo di 'accompagnamento' atto a spiegare agli interessati le novità, che è già iniziato".
Monica Leoncini
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