"Vi conosco, vi ammazzo". Così un 36enne genovese ha minacciato le infermiere del reparto di dermatologia del Sant'Andrea, dove lavora la sua ex fidanzata. Per convincerla a tornare con lui si è recato sul postodi lavoro, ma non trovandola ha dato in escandescenza
La Spezia, 9 ottobre 2008 - Accecato dalla gelosia, voleva convincere la sua ex compagna a tornare insieme a lui e ha tenuto in scacco per venti minuti il reparto di dermatologia dell’ospedale Sant’Andrea della Spezia. E’ accaduto nel primo pomeriggio di martedì, con protagonista M.C., genovese di 36 anni che è stato denunciato dalla polizia per interruzione di pubblico servizio e minacce aggravate.
Cercava nel reparto la sua ex fidanzata, un’infermiera di 40 anni. Lei però aveva preso un giorno di ferie e le sue colleghe hanno spiegato all’uomo che non era in servizio. Era la verità, ma lui ha pensato che lo avessero detto apposta per coprire la ex compagna e ha iniziato a dare in escandescenza. Ha pronunciato frasi irripetibili sulla moralità delle colleghe di lavoro ed è arrivato al punto di minacciarle di morte: "Vi conosco, vi ammazzo", ha pronunciato tentando anche di aggredirle.
Tutte le infermiere, comprensibilmente spaventate, sono state costrette a chiudersi a chiave nell’infermeria. Da qui l’interruzione di pubblico servizio. L’assedio è durato una ventina di minuti, perché nel frattempo una delle infermiere ha telefonato col cellulare al 113. La centrale operativa della questura ha inviato sul posto una pattuglia della squadra volante e nel sentire la sirena, l’uomo si è subito allontanato. I poliziotti però non hanno desistito dal rintracciarlo e con l’ausilio di un’altra pattuglia lo hanno trovato poco dopo in piazza Caduti per la Libertà, accucciato dietro a un’auto. Quando gli agenti lo hanno bloccato, non ha opposto resistenza.
La sera prima l’uomo si era presentato a casa dell’ex compagna e i due avevano avuto un diverbio, perché lui non voleva interrompere la relazione sentimentale mentre lei, invece, non voleva più saperne. Anche in quel caso per riportare la calma era intervenuta una pattuglia della squadra volante.
Massimo Benedetti
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