2008-08-12
NON TUTTI si sentono tranquilli vivendo nei pressi di Panigaglia. Molti temono che il rischio sia troppo alto, altri parlano di strutture e norme incomplete.
«Linquinamento prodotto dalla lavorazione del Gnl nel terminale dice Giovanni Paganini da tempo in campo contro limpianto è un dato già di emergenza. La società che gestisce
il terminal di Panigaglia, che ogni anno tratta circa 3,6 miliardi di metri cubi di Gnl (gas naturale liquefatto), ha dichiarato nel rapporto 2005 un rilascio nellatmosfera di circa 47 tonnellate di ossidi di azoto, 31 di monossido di carbonio, e 64,5 tonnellate di anidride carbonica, mentre le emissioni in atmosfera di gas naturale sono state pari a circa 1,9 milioni di metri cubi. Lassenza dello stabilimento porterebbe questi livelli a zero, il raddoppio non lo sappiamo».
Un altro elemento di discussione arriva da un altro esponente del no, che presenta da sempre lipotesi alternativa dellooff-shore, cioè Stefano Faggioni: «Si evince sempre di più la necessità di una viabilità alternativa alla vecchia napoleonica che transita da Panigaglia perchè in caso di emergenza unarea della provincia sarà isolata»
Sulla valutazione del rischio cè poi da registrare la posizione dei sindacati.
«A proposito della psicosi da imminente catastrofe scrive la Cgil/Filcem vale la pena di sottolineare che il mercato immobiliare nei centri abitati limitrofi a Panigaglia non riscontra flessioni della domanda e delle quotazioni dovute alla paura di abitare ad una distanza dallimpianto ritenuta rischiosa per lincolumità della popolazione».