La Spezia, 19 febbraio 2016 -  A VOLTE, è davvero tutto oro quel che luccica: un cavalluccio marino giallo, immortalato nello scatto intitolato “Gold”, ha permesso allo spezzino Davide Lopresti di vincere il concorso britannico di fotografia subacquea “Underwater Photographer of the Year” (Upy) 2016, riconosciuto come uno dei piu’ prestigiosi a livello mondiale. Una vera e propria consacrazione per lui, dopo aver impreziosito anno dopo anno una passione diventata sempre più compagna di vita con premi ottenuti in giro per i cinque continenti.

UN’ESECUZIONE difficile e quasi azzardata, capace di dare alla foto un contrasto fra il movimento delle acque e la staticità dell’ippocampo, una fortunata coincidenza: «Non capita tutti i giorni – rivela – di trovare nelle acque di Trieste, in cui mi ero immerso, quella limpidezza e quel colore». Un aiuto prezioso ed un’attrezzatura alleata indispensabile sotto il pelo dell’acqua: «Desidero ringraziare i ragazzi del Sistiana Diving, a cui mi sono appoggiato, e la Nimar, casa italiana che ha prodotto la custodia per la mia macchina». Questi elementi, insieme a un innegabile talento, sono stati la combinazione che hanno portato Lopresti in cima all’Olimpo del click subacqueo.

«UN’IMMENSA soddisfazione per me – commenta –, soprattutto dopo che questo concorso e’ stato modernizzato due anni fa da Alex Mustard del National Geographic, che con la sua direzione gli ha garantito una risonanza grandissima. E’ stata la combinazione di due tecniche, tempi lunghi per garantire l’animazione dello sfondo e l’utilizzo del flash subacqueo per fermare il soggetto, a fare la differenza: in fin dei conti, rispetto agli squali e agli orsi degli altri concorrenti in gara, il mio e’ molto semplice: ho giocato molto sul contrasto fra il giallo del cavalluccio e il blu del mare, ma la complessita’ dell’esecuzione, non comunissima in acqua... anzi, una vera e propria follia, ha pesato in modo decisivo».

DOPO la premiazione a Londra di pochi giorni fa, la mostra delle immagini vincitrici resterà in programma per un mese al Museo Subacqueo della capitale inglese, poi diventerà itinerante: prossima tappa, Sudafrica. Lopresti, fotografo per passione e disegnatore navale ai Cantieri San Marco per professione («in Italia è impossibile vivere di fotografia, nessuno vuole comprare i tuoi scatti»), racconta entusiasmi e difficoltà di quest’avventura: «Lavorare in acqua è molto complesso, perché le attrezzature sono concepite per funzionare in superficie e si comportano diversamente, ma abbiamo la possibilita’ di mostrare qualcosa che non si vede tutti i giorni e di regalare alle persone il fattore sorpresa». VI SIETEentusiasmati e vi piacerebbe provare a ripercorrere le sue orme? Buone notizie per gli spezzini sono in arrivo: proprio ieri, il fresco vincitore dell’Upy ha annunciato l’apertura di Aquapixel.it, laboratorio di fotografia subacquea lanciato insieme ad un altro talentuoso fotografo subacqueo del Golfo, Marcello Di Francesco. Pronti ad indossare la muta e ad imbracciare il vostro obiettivo?