La Spezia, 17 aprile 2016  -  DI AZZERARE la giunta neanche se ne parla. Ma se la richiesta è avere una giunta ridotta nei numeri e con figure della società civile, o tecniche che dir si voglia, è presto fatto: fermi restando gli assessori in carica, al posto dei tre (non renziani) che si sono dimessi se ne possono nominare due soltanto, e “tecnici”. E’ stata questa la posizione finale di Massimo Federici nell’incontro di giovedì sera in via Lunigiana con i 10 consiglieri comunali olandiani e benifeiani entrati in rotta di collisione dopo il defenestramento dell’assessore Stretti e le conseguenti dimissioni di protesta degli assessori Natale, Pollio e Basile. La delegazione, guidata dal capogruppo e segretario comunale Luca Erba (unica assente Laura Cremolini per impegni legati al ruolo di portavoce del ministro Orlando), ha incassato un secco “no” dal sindaco che aveva accusato di «stile di governo troppo muscolare e personalistico» e al quale aveva chiesto, per quest’ultimo anno di mandato, «una squadra di governo completamente rinnovata e ridotta nei numeri». Ma il sindaco non ha alcuna intenzione di far fuori i fedelissimi Jacopo Tartarini e Corrado Mori: se sono loro i bersagli, la controparte deve assumersi la responsabilità di dichiararlo. E così il cerino torna in mano ai 10 e a chi ne condivide la posizione. Che fare? Contr’ordine compagni o silurare l’allenatore? E’ su questo che sembra contare il sindaco: è pesante il passo necessario a trasformare la crisi politica interna al Pd nel “tutti a casa” che implicherebbe il commissariamento del Comune fino alla tornata elettorale della primavera 2017. I dieci consiglieri, con i loro referenti politici Orlando e Benifei e magari anche con i segretari di circolo che hanno pubblicamente appoggiato la richiesta di azzeramento, devono ora decidere se fare marcia indietro o se chiudere l’esperienza amministrativa a un anno dalla scadenza naturale. Mercoledì 20 è fissato il consiglio con all’ordine del giorno la mozione di sfiducia delle opposizioni: dovrà essere chiaro se l’amministrazione ha la maggioranza.

INTANTO la segretaria provinciale del Pd, Federica Pecunia, replica al sarcasmo dell’assessore regionale di centro destra Giacomo Giampedrone (che ha invitato il Pd a “togliere il disturbo” alla Spezia). «Non permetterò al centro destra di utilizzare le nostre vicende interne per rafforzarsi e provare la spallata nella nostra realtà», scrive. Per poi “bacchettare” i suoi: «E’ incomprensibile come una parte del gruppo consiliare rinunci, chiedendo l’azzeramento del Pd dalla giunta, a far svolgere al Pd quel ruolo politico che gli è stato conferito dagli elettori». E conclude: «Invito alla chiusura rapida della discussione in atto. Il sindaco ha avanzato una proposta: la si discuta, la si migliori ma poi si chiuda questa pagina tutta introflessa e si ricominci a parlare della città. Questo è quello che sosterrò in tutti gli organismi titolati alle decisioni da cui sono certa emergerà di non annullare il valore del Pd tutto nelle sue funzioni di governo».