Spezia, 5 luglio 2014 - CARISSIMO Golfo dei Poeti, sei bellissimo, ma quanto mi costi! E’ il nuovo mantra del turista, italiano e straniero, che di fronte alle italiche bellezze si lamenta dei prezzi eccessivi della vacanza. Al di là dei “sentito dire”, pare proprio che sia così. Secondo un recente studio di Coldiretti, basato su dati Eurostat del 2013, il nostro Paese può “vantare” il primato di essere più caro del 10% per prezzi di alberghi e ristoranti rispetto ai nostri diretti competitors che si affacciano sul Mediterraneo, dalla Spagna alla Turchia.

Un record che, secondo l’associazione degli imprenditori agricoli, costituisce una delle cause del calo di presenze turistiche in Italia. Riportando la situazione a casa nostra, abbiamo fatto una verifica empirica, utilizzando Trivago e prendendo a campione la fascia a 3 stelle degli alberghi di una delle nostre località più gettonate, Lerici, confrontandola con altre in Europa al netto di aste on line e last minute. A Lerici abbiamo trovato un range medio di prezzi a camera per notte tra 180 e 110 euro, con situazioni intermedie di 120,130 euro. A Cannes, in Costa Azzurra, ci sono 3 stelle anche a 160 euro, chiaramente in posizione centralissima vicino alla Croisette, ma si trovano anche molte offerte a 90, 80 e 110 euro. In Spagna, mentre sono quasi proibitivi i prezzi di Formentera (i più bassi si aggirano intorno ai 260/270 a camera), molto diversa è la situazione di Tarifa, meta alternativa, ma chic, dove si trovano facilmente camere in sistemazioni più che dignitose a 64 e 71 euro. E non parliamo della Costa Brava ed altre località di massa.

Cari i tre stelle in Croazia, e qui sfatiamo un mito; in località come Dubrovnik e altre di richiamo ancora di più, ma la media è alta in generale, 120/130 euro, con punte sui 150 e oltre, e stiamo parlando di 3 stelle. Ma, si sa, il segreto per una vacanza low cost in Croazia è ricorrere ad “apartmani” e pensioni, dove con 50 euro a notte si sta bene. Davvero “cheap” è la Grecia, con tre stelle sul mare a 50 euro, ma economiche anche strutture più di lusso con piscina. Un’analisi sicuramente parziale, ma che fa intravedere un ordine di grandezza in linea con lo studio di Coldiretti.

Del resto, sono gli stessi operatori a confermarlo. «Certo, Coldiretti ha ragione, e forse siamo anche più cari del 10%- dice il Cavaliere Abramo Prandi, Presidente Feder Alberghi, che alla Spezia raccoglie il 90% delle strutture alberghiere, e titolare del Royal Sporting Hotel di Portovenere- essenzialmente per due motivi. Il primo è il carico fiscale complessivo, dall’Iva alle tasse comunali, che per noi è il 20% in più rispetto ai paesi concorrenti. Ma, ancora più importante, sia per la fascia media, ma ancora di più per i 4 stelle e oltre, è il costo del personale, che deve essere molto qualificato per ottemperare agli obblighi di legge (nei 4 stelle chi sta al pubblico deve conoscere 3 lingue straniere) e garantire i nostri servizi di qualità. Gastronomia di alto livello, assistenza, servizi accessori come gestione garage e piscine presidiati da personale. In media i nostri competitors offrono un servizio più semplificato e hanno meno burocrazia e controlli». Altro aspetto rilevato da Prandi il tasso di occupazione camere, che in media in Italia, e da noi a Spezia, è del 60/65%, a causa della stagionalità e dei soggiorni brevi. Mentre paesi come la Spagna arrivano anche all’80%, lavorando su pacchetti settimanali e attuando economie di scala.