Como, 19 giugno 2017 – Non c’è proprio pace per il presidente onorario dello Spezia, Gabriele Volpi. Non bastavano il sequestro dell’aereo, poi conclusosi con la restituzione, e l’indagine che ha coinvolto la sua Pro Recco per le tasse non pagate sulle elargizioni fatte dallo stesso patron. Adesso c’è anche l’accusa di autoriciclaggio che gli viene mossa dalla guardia di finanza di Como e dalla Procura della città lariana, nell’ambito di un’inchiesta su un giro di soldi, gioielli e lingotti d’oro tra l’Italia e la Svizzera, gestito da una banda di spalloni (si chiamano così i contrabbandieri dediti ad esportare denaro e merci oltre frontiera) comaschi. Sono in tutto 29 le persone finite sotto accusa. Diciamo subito che a Volpi non viene assolutamente contestata l’associazione a delinquere, sarebbe solo uno delle decine di clienti della banda di spalloni di valuta scoperta dalle fiamme gialle. Volpi è accusato di autoriciclaggio in quanto, nell’ipotesi investigativa portata avanti dai militari del nucleo di polizia tributaria di Como, avrebbe trasferito sui conti della PKB Privatbank Sa di Libero Valsangiacomo, promotore finanziario di Balerna località svizzera del Canton Ticino, centinaia di migliaia di euro potenzialmente legati (è l’ipotesi di reato) anche a possibili affari tra la Nigeria e l’Italia.

Andando nello specifico, tra la primavera e l’ottobre dello scorso anno, le fiamme gialle di Como avevano intercettato 545mila euro fatti rientrare in Italia attraverso un gruppo di spalloni comaschi. Quei soldi, secondo l’accusa, dovevano essere consegnati a Gabriele Giuntini, amministratore di una società di S. Margherita Ligure riconducibile proprio a Volpi.

Il presidente onorario dello Spezia, dal canto suo, si chiama fuori dall’inchiesta. Per quanto conosca Gabriele Giuntini – ammesso che quei soldi fossero destinati a lui – col quale ha avuto e ha rapporti d’affari e risulta uno dei gestori dell’Event Beach, il locale di Punta Sant’Anna aperto sei mesi fa a Recco e alla cui inaugurazione parteciparono sia Gabriele Volpi che Gianpiero Fiorani. E che a breve dovrebbe aprire anche alla Spezia, in piazza del Bastione.

Tra le persone accusate di autoriciclaggio, dunque i clienti degli spalloni, assieme a Volpi ci sono Davide Perazzini, Giuseppe Mileo, Graziella Martinoli e Alberto Gerola. Tutti avranno tempo tre settimane per presentare le memorie difensive ed evitare l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio da parte della procura di Como.