La Spezia, 3 febbraio 2018 - Nell'elenco degli immobili comunali che l’amministrazione, in base al Documento unico di programmazione 2018-2020, vuole alienare rientra anche la scuola dell’infanzia di via Firenze, la cui struttura due anni fa era stata al centro di una polemica innescata dalla volontà dell’allora giunta Federici di modificare la destinazione d’uso dell’edificio, destiniversa destinazione d’uso, trasformandolo in un ostello turistico. Il progetto sollevò una vera ‘sommossa’ da parte dei genitori che, in ansia per la sorte dei loro figli e contrari a un eventuale trasloco dei bambini nella materna di via Napoli, fecero sentire la loro voce anche attraverso una raccolta firme presentata in Comune.

La scuola allora si salvò dal rischio dismissione ma di fatto oggi sembra essere tornata nel mirino. L’intenzione dell’amministrazione Peracchini è infatti quella di alienare il bene: un’operazione valutata in due milioni di euro. Insieme a questo immobile, la giunta è intenzionata a mettere in vendita, tramite gara a evidenza pubblica, anche l’ex scuola del Termo al costo di 1,6 milioni di euro, l’ex scuola di Fabiano per 1,2 milioni di euro, l’ex scuola di Campiglia a 500 mila euro, l’ex scuola del Limone e la sede della polizia municipale di via Lamarmora, entrambi al costo di 1,5 milioni di euro.

La preoccupazione tra i genitori e i membri del comitato del Quartiere Umbertino, da sempre contrari a qualsiasi spostamento dei bambini e convinti della necessità di salvaguardare quel luogo di formazione e di crescita sociale, è oggi reale. Genitori che ieri, all’orario di uscita dei bambini dall’asilo, manifestavano tutta la loro tensione. Volti tesi, poche parole, tutte simili.

«Ciò che mi dà più fastidio – ha commentato Riccardo Simoncini – è che chi prima sedeva sui banchi dell’opposizione e si è sempre schierato contro lo spostamento dei bambini in via Napoli, oggi approva l’alienazione dell’immobile. Mio figlio è all’ultimo anno, ma questo asilo è un’eccellenza, un valore aggiunto per tutto il quartiere. L’anno scorso c’erano 40 bambini in lista d’attesa per entrare. Tengo a ribadire che nella scuola elementare di via Napoli, dove vorrebbero spostare i bimbi che oggi frequentano l’asilo di via Firenze, non ci sono aule per accoglierli».

Simoncini non ha esitato a sottolineare: «Se in via Napoli devono fare interventi di manutenzione straordinaria per realizzare aule, allora tanto vale completare i lavori di riqualificazione del nostro asilo, forse il Comune risparmierebbe». Si dice preoccupato anche Francesco Gentile: «Mio figlio si trova davvero bene in questa scuola. Impossibile pensare che possa essere spostato altrove. Questa è ubna scuola sicura e che offre garanzie educative». La pensa così anche Daria Cappaglia, che ha aggiunto: «Abitiamo a Sarzana ma io e mio marito abbiamo scelto questo asilo per nostro figlio perché è davvero eccellente. È una scuola che funziona, dove si attua la vera integrazione. Occorrerebbe solamente terminare i lavori di ristrutturazione. Sono dell’idea che se una realtà funziona bisogna lavorare per migliorarla, non per cancellarla».

L.P.