La Spezia, 25 dicembre 2017 - Il "regalo" di Natale è servito. Nella strada che attraversa i giardini pubblici della Spezia, quindi in via Diaz, si è consumato l’ennesimo atto vandalico ai danni dei proprietari delle autovetture che, nella notte, erano regolarmente parcheggiate negli stalli riservati alla sosta. Questo genere di episodi, ormai, si verifica da diversi mesi e i residenti sono stanchi di dover fare avanti e indietro dal maccanico o/e pagare di tasca propria i danni provocati dai teppisti di strada.

A parlarne è Elisa Mellini, una residente: «Ancora una volta hanno spaccato i vetri di 5-6 macchine parcheggiate in via Diaz, tra cui quella del mio compagno – dice, arrabbiata –. Questi atti vandalici si verificano sopratutto il fine settimana e, ogni volta, ci tocca pagare tanti soldi per sistemare i vetri rotti: se distruggono quelli più piccoli il prezzo si aggira intorno ai 90 euro, se invece sono quelli più grandi si può arrivare a spendere anche duecento euro a vetro». Insomma, una cifra considerevole, che farebbe perdere le staffe anche alle persone più calme e ragionevoli.

Nel frattempo la gente di quartiere non sta ferma, sporge denunce su denunce: «Siamo andati dalla polizia e ci hanno detto di segnalare sempre: maggiore sarà il numero degli atti formali raccolti e più possibilità avremo di vedere attivato un sistema di videosorveglianza in via Diaz».

Anche perché, dopo tanti episodi di vandalismo, la gente inzia a sospettare che non siano solo pochi loschi individui ad apprestarsi a danneggiare i veicoli altrui, ma una vera e propria banda. Una supposizione che la gente di quartiere espone dopo un “curriculum” di osservazioni e deduzioni. In particolare relative al metodo, al modus operandi, che i teppisti sono soliti usare: «Sono attrezzati – continua Mellini –: vanno in giro con quelle specie di picchetti che si usano per rompere i vetri in caso di emergenza. Lo sappiamo perché, una volta, hanno provato a rompere quelli di una macchina infrangibile e, nonostante non siano riusciti nel loro intento, sulle superfici dei finestrini sono rimasti i segni dei colpi».

Ma qual è il motivo che spinge i vandali a danneggiare? Alla base c’è solo tanta cattiveria e menefreghismo o le azioni sono premeditate? In tal propostito, Mellini, ha la sua idea: «Non credo ci sia una ragione specifica, penso siano meri atti vandalici. La zona è centrale, ma appartata e lontana dalle abitazioni e per questo attaccano questo tratto più di altri». Ma furti? Ce ne sono stati? «A qualcuno hanno rubato dentro– conclude –. Al mio compagno no. Magari, se di tanto in tanto trovano qualcosa che gli interessa, come per esempio un paio di occhiali, non si fanno scrupoli: se lo prendono e se lo portano via».

Giulia Tonelli