La Spezia, 26 novembre 2017 - Mensa scolastica gratuita per le famiglie meno abbienti, mentre le altre beneficeranno di uno sconto del 18 per cento. Tagli anche alle tariffe per l’accesso a nidi, materne e sezioni primavera. Solo le novità introdotte dall’amministrazione della Spezia: ieri mattina, a Palazzo civico, la presentazione delle nuove disposizioni da parte del sindaco Pierluigi Peracchini e degli assessori all’istruzione Giulia Giorgi e ai servizi educativi Gianmarco Medusei, assieme al dirigente del servizio, Massimiliano Curletto. Un ribasso importante che va incontro alle esigenze delle famiglie meno abbienti e, più in generale, un beneficio per tutte le famiglie che hanno figli iscritti a nidi e materne. L’amministrazione ha stimato minori introiti per 600mila euro, a fronte di una spesa di 2,6 milioni per i servizi educativi e di circa 1,2 milioni per la refezione. Decisione comunque al ribasso rispetto alle dichiarazioni rilasciate in campagna elettorale, quando venne promessa la mensa gratuita per i bambini delle materne, scatenando forti polemiche.

Per la ristorazione scolastica, il Comune ha deciso di mantenere invariate le attuali fasce Isee, ma ha introdotto l’esonero totale della contribuzione per le famiglie con Isee inferiore o uguale a 5.358,34 euro; per le fasce successive, la tariffa del pasto viene ridotta del 18%, mentre per le famiglie con tre figli iscritti al servizio viene eteso a tutti i minori lo sconto del 20%. Previsto anche uno sconto per le famiglie residenti con due figli iscritti alla mensa, pari al 20% a pasto sul secondo figlio. Qualche esempio. Le famiglie che rientrano nella fascia più bassa (Isee fino a 3250 euro) prima pagavano un euro a pasto, ora nulla; analogo discorso per la seconda fascia (fino a 5.358 euro), dove il pasto, che prima costava 2,15 euro, ora sarà gratuito. Per le altre categorie, i ribassi già citati: per le famiglie con Isee compreso tra 12 e 18mila euro, ad esempio, il costo del pasto scende da 5 euro a 4,10 euro, mentre per quelle delle fascia più alta (cui sono associate anche le famiglie non residenti) il risparmio è di un euro a pasto da 5,60 euro a 4,60 euro. Per quanto riguarda le tariffe d’accesso a nidi, materne e sezioni primavera, è stata applicata una riduzione del 18%. Anche in questo caso, qualche esempio: ai nidi, per le famiglie con Isee tra 13mila e 17mila euro, si pagherà ora da 199 a 277 euro, mentre prima la tariffa era compresa tra 242,42 a 337,88 euro; analogo taglio per le famiglie in fascia Isee da 5.358,35 a 9mila euro: prima si pagava da 70,50 a 152,45, ora da 60 a 125 euro. Scuola dell’infanzia comunale: le famiglie il cui Isee è compreso tra 5.358,35 e 9.000 euro pagheranno da 65 a 89 euro (prima si poteva pagare tra 108,28 a 137,15 euro), mentre quelle con Isee compreso tra 17mila e 21mila euro, che prima pagavano una retta tra 167,64 e 198,36 euro, pagheranno ora una cifra compresa tra 137 e 163 euro.