Corniglia (La Spezia), 30 agosto 2016 - Quella foto di una testa di tonno mozzata ha cominciato a circolare tra gli appassionati spezzini di pesca alla traina, con corredo di interrogativi: chi può averlo azzannato?

La scena si era presentata all’equipaggio di un’imbarcazione da diporto in battuta nel golfo del Tigullio: prima una ferrata, poi uno strattone, a cui è seguito il recupero della lenza con quel che restava del tonno. Questo sarà stato di 50 chili. E gran della sua carne prelibata è finita nello stomaco di un pesce più grande, che lo ha azzannato dopo la cattura alla traina.

In parallelo in rete, attraverso Facebook, è comparsa l’immagine del salto di uno squalo mako, con l’indicazione dell’avvenuto avvistamento a tre miglia al largo di Corniglia. Una bufala, ha poi accertato dal biologo marino (e assessore di Riomaggiore all’ambiente e alle marine) Lorenzo Rollandi che, dopo aver avuto notizia del tonno azzannato nel Tigullio e aver visto la foto del tonno mako su Fabook, si era messo a risalire alla fonte che aveva divulgato la foto. «Mi ha detto di aver voluto fare uno scherzo agli amici... nessun avvistamento di bestioni a Corniglia», dice Rollandi.

Ma qualche giorno fa è stato catturato, al largo del Ferale, un piccolo squalo mako. E l’immagine del pesce infilzato è circolata in rete.

Cosa sta accadendo nel nostro mare? Gli avvistamenti di squali sono sempre più ricorrenti... C’è da avere paura?

«Non sono certo presenze rassicuranti alla vista; ma mai risulta che uno squalo mako abbia attaccato l’uomo. E’ un pesce pelagico, che vive in alto mare... Semmai c’è da interrogarsi sul perché si avvicini così alla terra».

Lei che spiegazione si dà?

«I tonni sono prede ambite dagli squali e i primi, in questa stagione, sono strenuamente impegnati ad alimentarsi dopo la faticosa stagione riproduttiva. Per questo motivo spesso si avvicinano alla costa insidiando banchi di acciughe e sardine. E, a quanto sembra, i flussi sono più massicci rispetto ad altri anni».

E questo come se lo spiega?

«Col fatto che dal diversi anni vige il divieto d’uso delle tonnare volanti, le reti a circuizione che facevano man bassa de tonni. Meno tonnare più tonni...»

E quindi più squali mako ad inseguirli?

«Sì, siamo di fronte ad un riposizionamento vicino a costa della catena alimentare marina, fino ai predatori di vertice come gli squali mako»

Pescando i tonni si elimina la tentazione per i squali mako...

«Ma i tonni non possono essere pescati; siamo in regime di fermo pesca, a tutela della specie. E chi pesca un tonno rischia multe salate. Ad eventuali incocci devono seguire i rilasci obbligatori».

Avrebbero dovuto farlo anche i pescatori del Tigullio; ma all’amo è restata solo la testa di un tonno. Il resto era finito nella stomaco di grosso predatore, squalo e non squalo che sia.