La Spezia, 5 dicembre 2017 - L’UDIENZA preliminare finale era stata fissata ieri dal gup Mario De Bellis in previsione del verdetto della Corte di Cassazione sull’istanza dell’avvocato-imputato Giuliana Feliciani, assistita dai colleghi Luigi Alibrandi e Valentina Antonini, che avevano impugnato il disco-rosso al processo separato, con rito immediato. La Cassazione, che aveva messo a ruolo l’udienza il primo dicembre, ha rinviato la stessa al 29 maggio, senza alcun approfondimento. E il gup ieri, coerente con il pronunciamento pregresso, ha deciso di andare avanti, sulla via dell’«indispensabilità» del processo unitario e «in pendenza della misura cautelare (divieto di espatrio ndr) in capo a Marzia Corini che rende necessaria una rapida trattazione». Così il giudice ha motivato nel respingere l’istanza-bis della Feliciani, unica imputata presente in aula. Risultato, anche lei a processo, a fianco di Marzia, con le accuse ‘satellite’ di concorso in due falsi in testamento, distruzione di testamento, circonvenzione d’incapace, estranea, fin dall’inizio dell’inchiesta, dall’imputazione choc che pende sulla testa della sorella dell’avvocato Corini: omicidio volontario, a cui fa da cornice-presupposta l’accusa di furto, quello del sedativo, rubato dall’ospedale di Pisa. Inizialmente il reato di furto era stato contestato all’infermiere pisano Fabio Giannelli, che l’ha assistita durante la sedazione, pensando che la stessa fosse stata concordata con oncologi e palliativista. Ora lui, difeso dall’avvocato Massimiliano Manzo attende che il gip della Spezia si pronunci sulla richiesta di archiviazione del fascicolo inizialmente aperto per concorso in omicidio e che la procura di Pisa proceda per peculato: quello del gastroprotettore e della sostanza fisiologica prelevati in ospedale e portati alla Spezia su sua richiesta. Il processo a questa e alla coimputata è fissato per il 2 febbraio prossimo. La Corte d’assise sarà presieduta dal giudice Gianfranco Petralia.

C.R.