Porto Venere (Spezia), gennaio 2018 - Forse un disegno artistico che può risultare ‘incompreso’ ma per molti, quel murales apparso sul muro di cinta dell’ex cava, sul sentiero 1 che da Porto Venere conduce a Campiglia, rappresenta un vero e proprio scarabocchio. A scattare quell’immagine è stato, nei giorni scorsi, il portovenerese Silvio Turano, fotografo amatoriale appassionato di paesaggistica. Turano si è incamminato sul sentiero per realizzare alcuni scatti del panorama, mozzafiato, in particolare della veduta da lontano della chiesetta di San Pietro. Da quell’angolo che ha raggiunto per posizionare la sua macchina fotografica, è riuscito a scattare una foto spettacolare e, nel contempo, a scoprire un vero scempio che qualcuno si era divertito a realizzare su una parete muraria antica. L’immagine, con quel murales che lo stesso autore definisce «uno sfrego in un luogo di naturale bellezza», è stata pubblicata sul profilo Facebook de ‘Il Comune siamo noi’ e nel giro di pochi minuti ha registrato parecchi commenti: c’è chi non ha esitato a gridare ‘Vergogna’ e chi pensa che a disegnare quella scritta viola sulla parete dell’ex cava siano stati un gruppo di ragazzini, notati nei giorni scorsi quando da Riomaggiore hanno intrapreso a piedi il percorso pedonale che conduce alle porte del borgo. Sono solo supposizioni, che al momento non trovano alcuna conferma.

Ma resta l’indignazione di quanti hanno a cuore il patrimonio culturale e paesaggistico locale. La polizia municipale sta appurando il fatto, il sindaco di Porto Venere, dal canto suo, vuole sottolineare: «Non facendo parte, quella muratura dell’ex cava, dei beni di proprietà del Comune, non possiamo intervenire per ripulire quella bruttura messa in atto da ignoti. Il luogo in cui è stato realizzato, fortunatamente dista dalla Grotta Byron, precisamente una cinquantina di minuti a piedi dal borgo. Spero che azioni del genere non vengano più commesse, perché comunque deturpano l’ambiente e il paesaggio ricco di emozioni che il nostro territorio è in grado di regalare». NEL 2012 ad esseri stati imbrattati furono, invece, le mura medioevali di piazza Spallanzani, a due passi dalla chiesetta di San Pietro e dall’ingresso della Grotta Byron. Allora l’amministrazione comunale si mosse, prima rimuovendo rapidamente quelle scritte senza significato poi presentando denuncia contro ignoti ai carabinieri di Porto Venere.