Porto Venere, 10 gennaio 2018 - I carabinieri di Porto Venere hanno avviato le indagini per risalire all’autore o agli autori del murales, apparso nei giorni scorsi sul muro di cinta dell’ex cava, sul sentiero numero 1 che da Porto Venere conduce a Campiglia. Si tratta di una scritta incomprensibile, di colore viola e davvero notevole, realizzata da ignoti e immortalata in uno scatto dal fotografo amatoriale, appassionato di paesaggistica, Silvio Turano, che risiede nel borgo. Proprio nei confronti di ignoti è scattata d’ufficio la denuncia dei militari, che a seguito del nostro articolo pubblicato su ‘La Nazione’, si sono mossi, effettuando, insieme alla polizia municipale di Porto Venere, un sopralluogo per verificare lo scempio su un muro di proprietà comunale.

IL SINDACO Matteo Cozzani, in un primo momento, aveva affermato che l’ex cava non era di proprietà del Comune, ma dagli accertamenti emersi dai carabinieri è risultato che l’immobile sul quale è apparso il murales da giugno scorso è stato accatastato tra i beni comunali. Così il sindaco non ha esitato a sottolineare: «Provvederemo quanto prima a presentare formale denuncia contro ignoti alla stazione dei carabinieri di Porto Venere». Con tutta probabilità, quello scarabocchio viola verrà cancellato, attraverso un intervento di pulizia. Resta comunque l’indignazione dei residenti per un affronto alla bellezza paesaggistica locale. Il murales rinvenuto nei giorni scorsi, agli occhi dei turisti, ma anche degli spezzini che non conoscono il luogo, poteva sembrare collocato sulle mura di cinta del Castello Doria, proprio perché l’ex cava confina con la fortificazione. L’ex cava non è dunque un bene di interesse artistico o monumentale, ma comunque storico. E quell’imbrattatura stona decisamente con l’ambiente circostante. Ecco perché i carabinieri hanno dato il via alle indagini per cercare di individuare i responsabile di quell’atto vandalico.

NELLA ZONA non sono collocate telecamere di videosorveglianza ma i militari stanno raccogliendo testimonianze. Sul profilo Facebook de ‘Il Comune siamo noi’, dove Turano ha pubblicato la fotografia realizzata nei giorni scorsi, tra i commenti, c’è stato chi ha pensato che a disegnare quella scritta viola sulla parete dell’ex cava sia stato un gruppo di ragazzini, notato mentre percorreva il sentiero pedonale che da Riomaggiore conduce alle porte del borgo, attraversando il paese di Campiglia. Al momento questa rimane una supposizione, oggi però all’attenzione dei carabinieri.