La Spezia, 2 dicembre 2017 -  QUANDO ha visto la scena che si stava consumando davanti ai suoi occhi, non ha esitato a intervenire, nonostante fosse libero dal servizio. Si è scaraventato sull’uomo che stava picchiando selvaggiamente la fidanzata, staccandolo dalla donna che aveva il viso sanguinante. È successo l’altra sera, verso le 22.30, nel centro storico spezzino.

Il poliziotto, che opera nella sezione della Stradale, libero dal servizio, stava transitando a piedi in quel tratto di strada quando si è incuriosito nel vedere un altro passante che stava osservando, preoccupato, l’androne di un palazzo. Si è avvicinato all’uomo e ha appurato, stupefatto, l’aggressione: uno spezzino di 35 anni, risultato incensurato, stava tenendo per i capelli la fidanzata e con l’altra mano la stava ripetutamente colpendo al viso, con schiaffi, tanto da farle sanguinare il naso.

Il poliziotto ha quindi separato i due e ha prestato soccorso alla ragazza. Nel frattempo sul posto sono intervenuti gli uomini della Volante e il personale del 118. Il giovane è stato accompagnato in Questura per accertamenti, la sua compagna invece in ospedale. Entrambi erano ubriachi, tanto che la ragazza per ben quattro ore, al pronto soccorso, non è stata in grado di parlare per la cura somministrata: una volta ristabilita, si è però rifiutata categoricamente di denunciare il fidanzato. Il referto medico, di 7 giorni, non ha consentito ai poliziotti di procedere con una denuncia d’ufficio nei confronti dello spezzino, perché per questa proceduta occorre che il referto superi i 20 giorni.

Lui però non ha potuto sottrarsi alla denuncia di resistenza a pubblico ufficiale perché a più riprese ha tentato di spingere lontano il poliziotto che era intervenuto a salvare la ragazza dalle percosse. Il fatto di cronaca riporta alla luce una triste realtà: molte donne, giovani o meno giovani, maltrattate e vittime di violenza di genere, spesso non vogliono denunciare i propri aggressori, magari fidanzati o mariti. Dall’inizio dell’anno al 31 ottobre, sono stati 149 gli accessi al pronto soccorso di donne maltrattate, alle quali gli operatori hanno assegnato il ‘codice rosa’. Sempre da gennaio al 31 ottobre sono state 69 le donne che si sono rivolte al Centro antiviolenza Irene per denunciare le violenze subite. La differenza tra i due dati rileva che c’è molto ‘sommerso’: «Molte donne – spiega l’assessore comunale alle pari opportunità, Giulia Giorgi – non denunciano perché hanno paura e perché c’è incertezza della pena. Ringrazio il poliziotto intervenuto ,e ribadisco, il Centro Irene è un luogo dopo possono essere ottenute anche semplici informazioni. Un centro aperto a tutte quante abbiano bisogno di un’assistenza psicologica e legale, oppure di un rifugio».

Laura Provitina