La Spezia, 10 settembre 2017 - Le abitazioni dei residenti, le scuole, il campo sportivo ‘Tanca’ e, nel bel mezzo, il degrado. Il parcheggio gratuito di piazza Baratta (Mazzetta) si è trasformato in una discarica a quattro ruote, quelle dei furgoncini abbandonati che vengono usati dagli incivili in modo improprio. Basta avvicinarsi ai finestrini rotti delle vetture per lasciarsi inebriare da un odore acre e spiacevole, il tutto mentre sciami di mosche ronzano freneticamente attorno a cumuli di sacchetti maleodoranti. Anche questa volta l’atteggiamento poco corretto di una cerchia di cittadini dimostra come il sistema di raccolta differenziata risulti indigesto a molte persone. L’atto non viene giustificato, ma il vicinato intuisce facilmente che è la differenziata a ‘spingere’ i cittadini meno educati a trovare escamotage facili per non seguire le regole. «In questo parcheggio ci sono sempre stati furgoni abbandonati – osserva Alessandro Baldi – e, essendo gratuito, certe persone si sentono libere di lasciarci dentro ciò che vogliono». Ma i problemi igienico-sanitari non si limitano alle sole montagne di rifiuti. Oltre alle aiuole e furgoni in stato d’abbandono usati come pattumiere, la presenza massiccia di topi sta diventando un incubo ricorrente per residenti e frequentatori di via Bologna. «Mia figlia ne ha visto uno morto a bordo strada, incastrato dentro a una canaletta» spiega Paolo Blangero.

A CONDIVIDERE la denuncia dei disagi è Maria Mauro: «I ratti escono dalle tante disseminate nel terreno dei giardinetti condominiali per correre, nelle ore notturne, lungo i porticati. Abbiamo cercato diverse volte di richiuderle, ma poi le rifanno». La presenza di roditori spinge i cittadini a prendere qualche piccola precauzione individuale. Tirare qualche calcio ai bidoni, per esempio. In modo da farli scappare qualora si aggirassero dentro ai cassonetti in ricerca di cibo. Per queste ragioni il condominio della signora Mauro ha deciso di provvedere in autonomia alle spese necessarie alla realizzazione di cassonetti che si chiudono con i lucchetti per impedire l’accesso sia agli animali che si aggirano per la città indisturbati, sia a chi si libera di sacchetti pieni d’immondizia nei bidoni a cui invece non dovrebbe attingere.

PASSANDO tra vie degradate, dalle quali si notano i segni della ‘movida’ notturna – tra bottiglie di vetro e rifiuti sparsi per gradini e aiuole –, si raggiunge un piccolo e curato paradiso: l’area esterna all’Holistic therapy, lo studio dello osteopata e fisioterapista Manuel Lerici in via Parma: «L’altro giorno abbiamo inaugurato – racconta –. Per accogliere il pubblico, e le personalità mediche e politiche che presenzieranno, abbiamo ripristinato il decoro urbano pulendo l’area esterna allo studio». Poi, continua: «Dopo aver fatto la segnalazione all’ufficio derattizzazione sono venuti a mettere le trappole per topi, ma servono degli operatori in loco per risolvere il problema». Anche Barbara Bocciardo è testimone della realtà che attanaglia i residenti della zona: «L’altra sera abbiamo visto ratti di grandi dimensioni aggirarsi per il quartiere» ricorda. E se da una parte c’è chi non si spaventa e mantiene la calma, dall’altra c’è chi ha una fobia pura e incondizionata che porta a reagire in modo meno razionale e composto.