La Spezia, 8 giugno 2017 - La palestra di proprietà dello Spezia, una piccola tribuna dello stadio comunale, l’area utilizzata dalle associazioni per la preparazione dei pasti per le sagre paesane, il maneggio comunale e quello privato. A Follo, metà cittadella dello sport è finita sotto sequestro: a mettere i sigilli a fabbricati e strutture, ieri mattina, sono stati gli agenti della Guardia di Finanza della Compagnia di Sarzana, nell’ambito di indagini lampo avviate tre mesi fa e non ancora concluse. Reati penali e amministrativi, che vanno dall’abuso edilizio alla realizzazione di opere in assenza di autorizzazioni di natura idraulica e paesistica, quelli ipotizzati. Sotto esame la posizione di almeno cinque persone che, già oggi, all’esito della convalida del sequestro di iniziativa da parte del pubblico ministero e del gip e con la contestuale apertura di un fascicolo, potrebbero essere iscritte nel registro degli indagati.

Tra loro non figurerebbero né amministratori né tecnici comunali. Di certo, per ora, c’è l’elenco delle strutture poste sotto sigillo dai finanzieri guidati dal capitano Salvatore D’Angelo. A partire proprio dal ‘tendone’ costruito dallo Spezia Calcio e utilizzato come palestra. La società del patron Volpi, che a Follo da ormai tre anni ha insediato il quartier generale della prima squadra assumendo la gestione dello stadio comunale, per sopperire alla mancanza di spazi aveva costruito una struttura in uno spiazio adiacente la tribuna, all’interno della quale aveva creato una palestra. Che, secondo indiscrezioni, per gli investigatori sarebbe stata realizzata in assenza di autorizzazione paesistica, e con un titolo edilizio provvisorio, poi scaduto. Le fiamme gialle, ieri mattina, sono partite proprio da lì, per passare poi alla piccola tribunetta eretta oltre un decennio fa dal Comune in un’area di proprietà del demanio idrico. A poca distanza da questa, stessa sorte è stata riservata all’area soprannominata ‘Pagoda’, di proprietà comunale ma gestita dal comitato follese di Sant’Isidoro.

Qui, i finanzieri hanno sigillato la cucina, l’area esterna utilizzata per la cottura dell’Asado, e la tensostruttura utilizzata per feste al coperto e iniziative. E nel mirino della Compagnia sarzanese della Guardia di finanza sono finiti anche il maneggio comunale e il Centro ippico Val di Vara. Per quanto riguarda il primo, gestito dall’associazione ‘Gli amici del Cavallo’, i finanzieri hanno sequestrato la stalla che ospita i cavalli della società, un fabbricato utilizzato come bar, e la pista da ballo. Stessa sorte per il noto sodalizio ippico, un’eccellenza ligure e non solo: sotto sequestro sono finiti alcuni fabbricati, tra cui stalle e un locale utilizzato come bar. Nonostante il sequestro, i finanzieri permetteranno ai custodi giudiziari dei due maneggi di assistere quotidianamente e regolarmente i cavalli ospiti delle strutture. L’indagine era scattata lo scorso marzo, con il primo blitz in municipio a Follo delle Fiamme gialle che, per gli accertamenti, si sono avvalse non solo della collaborazione di un elicottero del reparto aeronavale per ‘cristallizzare’ dall’alto la situazione, ma anche degli enti territoriali, come Provincia, Parco di Montemarcello Magra Vara, Autorità di bacino e gli uffici del settore Difesa del suolo della Regione. Al centro delle indagini anche la riclassificazione delle aree a ridosso del fiume Vara a seguito dell’alluvione del 25 ottobre 2011, che aveva visto proprio la cittadella sportiva follese finire sotto un metro e mezzo d’acqua e fango.