La Spezia, 18 marzo 2017 -  UN’ALTRA giornata di ordinaria follia per il Pd spezzino, incapace di trovare la quadra. L’ultima “vittima’’ dell’impasse è il presidente del Consiglio comunale Paolo Manfredini, che a un passo dall’ufficializzazione dell’accordo tra Raffaella Paita e Andrea Orlando, ieri ha visto improvvisamente affievolirsi le probabilità di una candidatura unitaria data quasi per certa da fonti trasversali. La situazione è precipitata nel cuore della notte, quando il segretario personale del Guardasigilli, Matteo Bianchi, ha postato su Fb un messaggio lapidario: «L’individuazione del candidato a sindaco della città è in corso e procede nello spirito di coinvolgimento e condivisione che deve caratterizzare una scelta così importante per la nostra comunità. Altre ricostruzioni sono puramente strumentali. Stupisce, e non si spiega perché, una persona del valore di Paolo Manfredini, si presti a questo gioco».

IL GELO. E telefoni bollenti per tutto il resto della giornata. Tra gli orlandiani bocche cucite da una ‘consegna del silenzio’ che nessuno tradisce. «Non è il momento, dobbiamo chiudere il cerchio». Un cerchio che la componente paitiana del partito – convinta dell’opportunità di puntare su una figura esterna al Pd per superare l’impasse-primarie – considerava praticamente sigillato. A quanto pare i giochi sono invece aperti. Alcuni tra gli orlandiani lasciano intendere che l’esponente socialista potrebbe ancora vestire la parte di “mister x’’. Per altri il giudizio è sferzante: troppo vicino alle posizioni di Renzi; il nome è sponsorizzato dalla coppia Paita-Federici; non aggrega a sinistra. Nessuno ci mette la faccia, ovviamente. Neanche chi dà alla vicenda ben altra chiave di lettura: c’è chi sostiene, infatti, che il siluramento di Manfredini sia il pegno pagato per l’alleanza stretta col fronte cuperliano in chiave congresso. Brando Benifei non a caso coordinerà i comitati nazionali pro-Orlando. E alla Spezia i benifeiani, si sa, vogliono le primarie: le chiedono dal primo giorno, tanto quanto il renziano Corrado Mori. Vogliono le consultazioni e daranno il loro sostegno al medico Franco Vaira, ex Pd. A questo punto al conto mancano soltanto gli orlandiani. Continueranno a lavorare per evitare le primarie, convergendo su Manfredini o cercando di veicolare un altro nome? Oppure lasceranno che a decidere siano le urne? E in questo caso giocheranno il jolly della candidatura politica (Davide Natale?) oppure sposeranno il nome di Vaira, con il rischio di dover gestire noiosi maldipancia?