La Spezia, 10 febbraio 2018 – Ha suscitato non poco scalpore il coinvolgimento di Daniele Tarsi, medico sportivo dello Spezia Calcio, nel terremoto giudiziario scoppiato a Lucca con sei arresti per doping e 17 indagati, collegati alla squadra ciclistica dilettanti Altopack. Indagine che ha preso le mosse dalla morte di Linas Rumsas, 21enne promessa, deceduto all’improvviso il 2 maggio scorso. Tarsi è persona stimata nell’ambiente calcistico e una volta di più è opportuno precisare che lo Spezia non ha nulla a che vedere con l’indagine. Come del resto lo stesso Tarsi respinge gli addebiti. Ma il danno di immagine per un club di serie B è innegabile e per questo la situazione appare delicata. Accuse imbarazzanti che avrebbero spinto la società a chiederne informalmente le dimissioni. Ma cosa accadrà nelle prossime ore è difficile dirlo, anche perché lo Spezia non ha emesso alcun comunicato. Come non esiste alcuna richiesta ufficiale di dimissioni. Il dottor Tarsi, tra le altre cose, oggi pomeriggio dovrebbe essere in panchina al ‘Picco’ nella partita che lo Spezia gioca contro il Venezia. Lunedì scorso lo avevamo visto all’opera nel derby che lo Spezia ha vinto contro l’Entella a Chiavari, quando aveva soccorso Filippo De Col, colpito al volto con una gomitata da un avversario e ridotto ad una maschera di sangue. Gli aveva subito applicato cinque punti di sutura e ha fatto in modo che oggi il difensore sia regolarmente in campo, protetto da una mascherina. Tra i giocatori dello Spezia, nessuno crede che Daniele Tarsi sia coinvolto nel doping.

Dalle intercettazioni telefoniche e ambientali emerge un quadro abbastanza eloquente del sistema doping attuato dalla squadra ciclistica Altopack che faceva capo a Luca Franceschi. E non solo parole, dato che la squadra mobile della questura e lo Sco della polizia monitoravano anche gli spostamenti delle ‘ammiraglie’: avevano piazzato dei trasmettitori gps sulle auto della squadra, in modo da tracciarne gli spostamenti. Così ecco almeno due trasferte del direttore sportivo Elso Frediani a Grosseto, per portare un paio di suoi giovani ciclisti dal medico sportivo Daniele Tarsi. Questi, che figura tra gli indagati, secondo l’accusa elargiva consigli sui dosaggi e sulle modalità migliori per assumere le fiale di farmaci proibiti, anche al fine di eludere eventuali controlli antidoping.

Il medico grossetano è stato oggetto anche di perquisizioni sia nel suo studio, sia nell’abitazione. Gli inquirenti cercavano ricette e farmaci dopanti, però non avrebbero trovato nulla.

Daniele Tarsi, che già tempo addietro era stato chiamato in causa in un’inchiesta per doping e ne era uscito pulito, è sicuro di poterlo fare anche questa volta.

Massimo Benedetti