Follo (La Spezia), 16 aprile 2017 - Un vasto incendio è scoppiato nella notte all'interno dell'azienda Ferdeghini, l'impianto di trattamento rifiuti che si occupa della selezione, del recupero e dello stoccaggio di materiali pericolosi e non, situato a Cerri, nel comune di Follo.

Il rogo è scoppiato poco dopo le 3.15: i carabinieri non escludono l'ipotesi dolosa. Per precauzione, il sindaco di Follo ha ordinato l'evacuazione delle famiglie residenti nelle immediate vicinanze dell'azienda. In fumo sono andate diverse tonnellate di rifiuti già trattati e stoccati in un piazzale adiacente ai capannoni, pronti per essere inviati nei centri di raccolta e smaltimento: tra questi, anche plastica e legno. A dare l'allarme è stata una pattuglia di un istituto di vigilanza. Sul posto, in pochi minuti, i carabinieri di Ceparana e quattro squadre dei vigili del fuoco, arrivate dalla Spezia e da Sarzana.

I vigili del fuoco hanno impegnato oltre quattro ore per aver ragione delle fiamme, con il rogo che ha lambito anche uno dei capannoni. Sul posto anche il personale dell'Arpal e quello della struttura di igiene e sanità pubblica dell'Asl5. Sul posto sono arrivati anche i sindaci di Follo, Bolano e Vezzano Ligure, Giorgio Cozzani, Alberto Battilani e Fiorenzo Abruzzo, che si sono poi recati presso la delegazione comunale di Ceparana per aprire un tavolo d'emergenza assieme a Carabinieri, Asl e Arpal. Al vaglio dei primi cittadini alcune misure di autoprotezione per i cittadini.

A preoccupare, la nube sprigionatasi dalla combustione dei rifiuti. A Follo, il sindaco Giorgio Cozzani ha ordinato l'evacuazione di circa venticinque famiglie residenti nella frazione di Cerri, nell'area limitrofa alla Ferdeghini, affidando il compito di avvisare la popolazione al gruppo comunale di Protezione civile e alla Croce Rossa. Il Comune ha anche allestito all'interno del salone polivalente di piazza Garibaldi un piccolo centro di accoglienza per le famiglie, rimasto per ora deserto. I sindaci di Follo, Bolano e Vezzano Ligure hanno poi emanato un'ordinanza in cui si consiglia di tenere le finestre delle abitazioni chiuse e di limitare gli spostamenti a piedi allo stretto necessario. Vietato anche utilizzare acqua sorgiva e raccogliere (e consumare) ortaggi, frutta e verdura dai campi, in attesa degli esiti delle verifiche predisposte da Arpal e Asl. I carabinieri di Ceparana, nel frattempo, hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza dell'azienda. La pista maggiormente battuta sembra essere quella dell'atto doloso.